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Dal barcode all’identità digitale del prodotto: il nuovo linguaggio della Supply Chain si chiama Physical-Digital Convergence.

Dal barcode all’identità digitale del prodotto: il nuovo linguaggio della Supply Chain si chiama Physical-Digital Convergence. | Multimac

Per oltre cinquant'anni il barcode ha rappresentato una delle infrastrutture invisibili più importanti dell'economia mondiale.

Ogni giorno vengono effettuate circa 10 miliardi di scansioni di codici GS1 nel mondo. Dietro quel semplice "beep" avvengono operazioni di vendita, movimentazione, inventario, approvvigionamento e tracciabilità che permettono alle supply chain globali di funzionare.

Ma il barcode tradizionale è stato progettato per un mondo diverso da quello attuale.

La crescente richiesta di informazioni da parte di consumatori, retailer, produttori e autorità regolatorie sta infatti trasformando radicalmente ciò che ci aspettiamo da un codice applicato a un prodotto.

Nell'intervista rilasciata a Euronews, Renaud de Barbuat, President & CEO di GS1, sintetizza questa evoluzione con un'espressione particolarmente efficace:

“One scan, infinite possibilities.” Una scansione, infinite possibilità.

Ed è probabilmente questa la chiave per comprendere la trasformazione in corso.

Il barcode non scompare: evolve

Il barcode lineare tradizionale svolge magnificamente una funzione fondamentale: identificare un prodotto attraverso il GTIN.

Ma le supply chain contemporanee hanno bisogno di molto più di un'identificazione.

Hanno bisogno di conoscere, ad esempio:

lotto di produzione

data di scadenza

numero seriale

origine

composizione

informazioni nutrizionali

istruzioni di utilizzo

informazioni ambientali

modalità di riciclo

stato del prodotto

informazioni regolatorie.

I barcode bidimensionali permettono di superare i limiti informativi del codice lineare.

GS1 sta quindi guidando il mercato verso l'adozione dei QR Code powered by GS1 e GS1 DataMatrix, capaci non soltanto di contenere più informazioni, ma soprattutto di collegare il prodotto fisico a informazioni digitali accessibili attraverso il web.

È qui che entra in gioco GS1 Digital Link.

Dal codice all'identità digitale

Questo è probabilmente il passaggio più importante dell'intera trasformazione.

Con GS1 Digital Link, l'identificativo standardizzato del prodotto può diventare anche una porta verso il suo ecosistema informativo digitale.

Lo stesso oggetto fisico può quindi essere interpretato diversamente a seconda di chi lo sta interrogando.

Per il sistema POS può essere un prodotto da vendere.

Per il sistema logistico può essere un articolo da movimentare.

Per il retailer può essere un elemento di inventario.

Per il produttore può essere un lotto da tracciare.

Per il consumatore può diventare una fonte di informazioni su ingredienti, provenienza, sostenibilità o riciclo.

Per un sistema di recall può rappresentare un elemento da identificare immediatamente.

Il codice smette quindi di essere soltanto un identificatore e diventa il punto di connessione tra prodotto fisico e mondo digitale.

È una differenza sostanziale.

Il prodotto diventa una sorgente di dati

Da questo punto di vista possiamo leggere l'evoluzione dei barcode 2D all'interno di una trasformazione molto più ampia della Supply Chain.

Per decenni abbiamo costruito sistemi informativi cercando di rappresentare digitalmente ciò che accadeva nel mondo fisico.

ERP, WMS, MES, TMS e applicazioni Retail raccolgono e organizzano informazioni relative a prodotti, ordini, materiali e movimentazioni.

Il problema è sempre stato mantenere sincronizzati i due mondi.

Dove si trova realmente quel prodotto?

È proprio quello che il sistema pensa che sia?

Quando è stato prodotto?

A quale lotto appartiene?

Quando scade?

È stato movimentato?

È ancora disponibile?

Più informazioni riusciamo ad associare direttamente all'oggetto fisico, più diventa possibile ridurre questa distanza.

È il principio della Physical-Digital Convergence: creare un collegamento sempre più affidabile tra ciò che esiste fisicamente e la sua rappresentazione digitale.

Ed è esattamente qui che tecnologie apparentemente differenti come barcode 2D, RFID, computer vision, mobile computing e IoT iniziano a convergere.

Non perché facciano la stessa cosa, ma perché contribuiscono allo stesso obiettivo:

rendere il mondo fisico leggibile dai sistemi digitali.

Dal “beep” alla Business Intelligence

Il valore reale non nasce quindi dal QR Code in sé.

Nasce da ciò che accade dopo la scansione.

Quando l'identificazione diventa più ricca e più contestuale, ogni evento può alimentare sistemi informativi e processi decisionali.

Una scansione può aggiornare un inventario.

Può verificare una data di scadenza.

Può impedire la vendita di un prodotto richiamato.

Può attivare un markdown automatico.

Può alimentare un sistema di tracciabilità.

Può fornire informazioni al consumatore.

Può collegare un prodotto a un Digital Product Passport.

Può generare un nuovo evento all'interno della supply chain.

Il barcode diventa così qualcosa di più interessante di un semplice codice:

diventa un punto di generazione del dato operativo.

Ridurre sprechi attraverso una migliore visibilità

Nell'intervista viene citato un caso particolarmente significativo.

Un piccolo retailer brasiliano, con appena tre punti vendita, ha implementato i QR Code powered by GS1 ottenendo in pochi mesi una migliore gestione dell'inventario e una riduzione degli sprechi dichiarata del 50%.

Il dato è interessante non tanto per il numero in sé, quanto per ciò che dimostra.

La visibilità non è un concetto astratto.

Quando conosciamo meglio ciò che abbiamo, dove si trova e quali caratteristiche possiede, possiamo prendere decisioni migliori.

GS1 documenta già diversi casi internazionali nei quali i barcode di nuova generazione vengono utilizzati per gestione delle scadenze, prevenzione della vendita di prodotti scaduti, dynamic pricing, recall e miglioramento della produttività.

La sequenza è sempre la stessa:

identificazione ? dato ? visibilità ? decisione ? azione.

Ed è probabilmente una delle formule più semplici per descrivere la Supply Chain digitale.

Ambition 2027: una trasformazione infrastrutturale

GS1 e l'industria hanno fissato un obiettivo importante: entro la fine del 2027, i sistemi POS del Retail dovrebbero essere in grado di leggere ed elaborare i barcode 2D conformi agli standard GS1, continuando durante la fase di transizione a gestire anche i barcode lineari.

Non si tratta quindi semplicemente di sostituire un simbolo stampato sul packaging.

La trasformazione coinvolge un intero ecosistema.

Scanner.

Software POS.

Packaging.

Sistemi informativi.

Master Data.

Applicazioni mobile.

Processi logistici.

Infrastrutture cloud.

Esperienze digitali rivolte al consumatore.

GS1, nell'aggiornamento delle proprie linee guida pubblicato nel 2026, evidenzia inoltre come i retailer debbano prepararsi non soltanto ad aggiornare gli scanner, ma anche ad adattare software e processi per sfruttare realmente le nuove informazioni disponibili.

Essere capaci di leggere un QR Code non significa ancora essere capaci di utilizzarne il dato.

Ed è forse questa la distinzione più importante per le aziende che stanno pianificando la propria roadmap tecnologica.

Barcode 2D e RFID: non una competizione, ma due livelli di visibilità

Questa evoluzione è particolarmente interessante se osservata insieme alla crescita dell'RFID.

Le due tecnologie vengono talvolta presentate come alternative.

In realtà rispondono a esigenze differenti e sempre più complementari.

Il barcode 2D crea una identità digitale ricca e standardizzata, accessibile attraverso una scansione ottica.

L'RFID permette invece di identificare automaticamente molti oggetti contemporaneamente, anche senza visibilità ottica diretta, trasformando inventari e movimentazioni in flussi di dati molto più automatici.

Il QR Code può quindi raccontarci che cosa è un prodotto e quali informazioni digitali gli appartengono.

L'RFID può aiutarci a sapere dove quel prodotto si trova e quando si muove.

Computer vision, sensori e sistemi IoT possono aggiungere ulteriore contesto.

La vera evoluzione non consiste quindi nella vittoria di una tecnologia sulle altre.

Consiste nella loro convergenza all'interno di un'unica infrastruttura di visibilità.

Dalla Digital Supply Chain alla Physical Intelligence

Ed è qui che il tema diventa ancora più interessante guardando all'AI.

L'intelligenza artificiale ha bisogno di dati.

Ma nelle operations il problema non è semplicemente disporre di grandi quantità di dati.

È disporre di dati affidabili sul mondo fisico, nel momento in cui gli eventi accadono.

Quale prodotto è presente?

Dove si trova?

Quando è arrivato?

Qual è il suo stato?

Quando scade?

Da quale lotto proviene?

Dove deve andare?

Più accuratamente riusciamo a rispondere a queste domande, più i sistemi di AI possono trasformarsi da strumenti che analizzano informazioni storiche a sistemi capaci di supportare decisioni operative.

In questo senso barcode 2D, RFID, machine vision e sensori possono essere considerati parte di un nuovo livello infrastrutturale:

il livello che rende il mondo fisico comprensibile all'intelligenza artificiale.

Una vera Physical Intelligence Layer della Supply Chain.

La prossima rivoluzione non è il QR Code. È la visibilità.

L'intervista di Renaud de Barbuat racconta quindi qualcosa di molto più grande dell'evoluzione del barcode.

Racconta il progressivo superamento della distanza tra prodotto fisico e informazione digitale.

Per cinquant'anni il barcode ha permesso alle macchine di rispondere a una domanda fondamentale:

“Che prodotto è?”

La nuova generazione di tecnologie di identificazione permetterà progressivamente di rispondere a domande molto più profonde:

Quale prodotto è?

Da dove arriva?

A quale lotto appartiene?

Quando scade?

Dove si trova?

Che cosa gli è successo?

Dove deve andare?

Che cosa dobbiamo fare adesso?

È questa progressione che sta trasformando la Supply Chain.

Perché quando ogni prodotto possiede un'identità digitale, ogni movimento può diventare un evento e ogni evento può diventare un dato.

E quando questi dati vengono collegati a sistemi enterprise, persone e intelligenza artificiale, la visibilità smette di essere semplicemente uno strumento di controllo.

Diventa un'infrastruttura decisionale.

Ed è probabilmente questo il significato più profondo della prossima rivoluzione annunciata da GS1:

non stiamo semplicemente cambiando il barcode. Stiamo costruendo il linguaggio attraverso cui prodotti, persone, sistemi e intelligenza artificiale potranno comprendere la stessa realtà fisica.