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La supply chain sta passando da funzione operativa a sistema operativo dell'impresa.

La supply chain sta passando da funzione operativa a sistema operativo dell'impresa. | Multimac

Automazione, RFID, IoT, Connected Frontline, computer vision e Artificial Intelligence stanno convergendo verso un nuovo modello operativo. La vera trasformazione non consiste nell'automatizzare più attività, ma nel costruire una Supply Chain capace di vedere ciò che accade, comprenderne il significato, prendere decisioni e orchestrare dinamicamente persone, sistemi e macchine. La visibilità diventa così l'infrastruttura dell'Intelligent Supply Chain.

Per molti anni la Supply Chain è stata considerata prevalentemente una funzione operativa.

Acquistare, produrre, movimentare, immagazzinare e consegnare prodotti nel modo più efficiente possibile.

Oggi questa definizione non è più sufficiente.

La volatilità dei mercati, la pressione sui margini, la crescente complessità delle reti logistiche, la scarsità di competenze, l'accelerazione dell'automazione e soprattutto l'Artificial Intelligence stanno trasformando profondamente il ruolo della Supply Chain all'interno dell'impresa.

Come osserva Michael Zakkour nel recente approfondimento The Intelligent Supply Chain: How Automation, AI and Technology Are Rewriting the Rules of Logistics, stiamo passando dalla semplice Supply Chain Management alla Supply Chain Intelligence.

Una trasformazione che porta la Supply Chain sempre più vicino al centro della strategia aziendale.

Dalla Supply Chain come centro di costo alla Supply Chain come vantaggio competitivo

Il paradigma tradizionale era relativamente semplice:

ridurre i costi, aumentare l'efficienza e mantenere adeguati livelli di servizio.

Il nuovo paradigma è molto più ambizioso.

Significa anticipare la domanda, identificare un problema prima che diventi un'emergenza, conoscere la posizione e lo stato dell'inventario, allocare dinamicamente persone e risorse, automatizzare attività ripetitive, coordinare uomini e macchine, ottimizzare il capitale circolante e reagire continuamente alle variazioni dell'ambiente operativo.

La Supply Chain non deve quindi soltanto eseguire.

Deve progressivamente imparare a percepire, comprendere, decidere ed eseguire.

Ed è proprio qui che convergono alcune delle trasformazioni tecnologiche più importanti degli ultimi anni.

Automazione e Artificial Intelligence non sono la stessa cosa

Una distinzione fondamentale riguarda il rapporto tra automazione e AI.

L'automazione permette di eseguire automaticamente un'attività.

L'Artificial Intelligence aggiunge qualcosa di diverso: la capacità di analizzare il contesto e determinare quale azione dovrebbe essere intrapresa.

Un sistema automatico può movimentare una merce.

Un sistema intelligente può comprendere quale merce dovrebbe essere movimentata, quando, verso quale destinazione e con quale priorità, considerando contemporaneamente disponibilità dell'inventario, ordini, capacità operativa, persone, mezzi e vincoli logistici.

È il passaggio dall'automazione dei task all'orchestrazione delle operations.

Machine Learning e Advanced Analytics stanno già entrando nella previsione della domanda, nell'ottimizzazione dell'inventario, nel routing, nello slotting di magazzino, nella manutenzione predittiva, nella pianificazione della forza lavoro e nella gestione delle anomalie.

La Generative AI introduce un ulteriore cambiamento.

Il responsabile operativo potrà sempre più interagire direttamente con la propria Supply Chain:

Perché ieri sono aumentati i costi di fulfillment?

Quali stabilimenti rischiano di non rispettare gli SLA la prossima settimana?

Come cambierà il fabbisogno di personale se i volumi cresceranno del 20%?

Dove dovremmo riposizionare l'inventario prima della prossima promozione?

La differenza fondamentale è che progressivamente l'AI non si limiterà a rispondere.

Suggerirà l'azione da intraprendere e, entro determinati parametri, potrà arrivare ad eseguirla.

Ma l'AI ha bisogno di vedere il mondo fisico

È probabilmente questo il punto più importante dell'intera trasformazione.

Un'Artificial Intelligence può essere estremamente sofisticata, ma la qualità delle sue decisioni dipende inevitabilmente dalla qualità e dalla tempestività dei dati che riceve.

E la Supply Chain vive nel mondo fisico.

Pallet, prodotti, materie prime, persone, veicoli, contenitori, ordini, attrezzature e asset si muovono continuamente attraverso stabilimenti, magazzini, punti vendita e reti distributive.

Per rendere intelligente la Supply Chain bisogna quindi prima renderla visibile digitalmente.

RFID, barcode, computer vision, sensori IoT, GPS, telematica, sistemi di mobile computing e dispositivi utilizzati dagli operatori diventano strumenti attraverso cui il mondo fisico genera continuamente segnali digitali.

È qui che cambia profondamente anche il significato della visibilità.

Dalla "single version of truth" alla "single intelligent view"

Per anni la Digital Transformation ha inseguito il concetto di single version of truth: creare una fonte affidabile e condivisa dei dati aziendali.

Era necessario.

Ma non è più sufficiente.

La nuova frontiera consiste nel costruire una single intelligent view of the enterprise.

Non soltanto sapere dove si trova un prodotto.

Ma comprendere:

dove si trova l'inventario

cosa sta arrivando in ritardo

quali ordini rischiano di non essere evasi

quale domanda sta cambiando

quali risorse saranno necessarie

quale fornitore rappresenta un rischio

quale ordine deve avere priorità

dove esiste capacità disponibile.

ERP, WMS, TMS, RFID, IoT, sistemi di localizzazione, applicazioni frontline e piattaforme cloud producono enormi quantità di informazioni.

Il valore nasce quando questi segnali vengono collegati.

I dati isolati producono dashboard.
I dati connessi e interpretati dall'AI producono decisioni.

Ed è probabilmente questa una delle migliori definizioni dell'Intelligent Supply Chain.

RFID: dalla tracciabilità alla Physical Intelligence

In questo scenario anche il ruolo dell'RFID cambia.

Non è più soltanto una tecnologia per identificare automaticamente un oggetto.

Diventa uno dei sensori fondamentali attraverso cui l'impresa può costruire una rappresentazione digitale continuamente aggiornata delle proprie operations.

Ogni lettura RFID può diventare un evento.

Ogni evento aggiorna lo stato digitale dell'operazione.

E una successione continua di eventi può alimentare sistemi analitici e algoritmi AI capaci di riconoscere anomalie, prevedere criticità e suggerire azioni.

Sapere che un pallet è entrato in una determinata area è informazione.

Comprendere automaticamente che quel pallet si trova nell'area sbagliata, che rischia di ritardare una spedizione e che deve essere movimentato immediatamente è intelligenza operativa.

È il passaggio dalla semplice identificazione alla Physical Intelligence.

Anche il Frontline Worker diventa parte dell'Intelligent Supply Chain

Lo stesso principio riguarda le persone.

L'Intelligent Supply Chain non sarà costruita eliminando sistematicamente l'intervento umano.

Sarà costruita assegnando continuamente il lavoro alla risorsa più appropriata.

Alcune attività saranno svolte meglio dalle persone.

Altre dai robot.

Altre ancora dal software e dall'AI.

Il vero problema diventa quindi l'orchestrazione.

Gli operatori di prima linea potranno essere supportati da mobile computer, wearable device, sistemi voice, machine vision e applicazioni AI capaci di fornire informazioni contestuali direttamente nel momento e nel luogo in cui deve essere presa una decisione.

L'AI può analizzare enormi quantità di informazioni.

Le macchine possono eseguire attività ripetitive con grande precisione.

Le persone rimangono fondamentali quando servono capacità di giudizio, gestione delle eccezioni, adattamento e responsabilità.

Il futuro non sarà quindi semplicemente human versus machine.

Sarà sempre più human + machine + AI.

Dal Digital Twin alla Supply Chain che simula il futuro

Un'altra evoluzione particolarmente significativa riguarda i Digital Twin.

Una volta costruita una rappresentazione digitale sufficientemente accurata dell'ambiente fisico, diventa possibile non soltanto osservare ciò che sta accadendo, ma simulare ciò che potrebbe accadere.

Cosa succederebbe introducendo AMR in una determinata area?

Come cambierebbe il throughput modificando il layout?

Quanto personale sarebbe necessario aumentando i volumi del 25%?

Quale sarebbe l'effetto di una diversa allocazione dell'inventario?

Conviene aggiungere automazione?

Quale sarebbe il ritorno dell'investimento?

La combinazione tra dati real-time, Digital Twin e AI può progressivamente trasformare queste domande da analisi teoriche a vere simulazioni operative.

L'impresa potrà così testare digitalmente una decisione prima di modificarne fisicamente le operations.

Verso la Supply Chain autonoma, ma per gradi

Il percorso verso l'autonomia non avverrà improvvisamente.

Possiamo immaginarlo come una progressione.

SEE

Prima bisogna vedere.

Identificare persone, prodotti, asset, materiali e processi attraverso RFID, barcode, IoT, machine vision e mobile computing.

UNDERSTAND

Poi bisogna comprendere.

Collegare gli eventi fisici ai sistemi ERP, WMS, MES, TMS e alle piattaforme aziendali per trasformare i segnali in contesto operativo.

DECIDE

Successivamente interviene l'AI.

Analizzare continuamente il contesto, riconoscere anomalie, prevedere scenari e individuare l'azione migliore.

ACT

Infine arriva l'esecuzione.

Inviare un'attività a un operatore, modificare una priorità, attivare un processo automatico, coordinare un robot o intervenire direttamente su un workflow.

È questo ciclo continuo — See, Understand, Decide, Act — a rappresentare probabilmente l'architettura concettuale della prossima generazione di Supply Chain.

La vera rivoluzione è passare dalla visibilità alla decisione

Per questo motivo la trasformazione digitale della Supply Chain non può più essere interpretata come una semplice collezione di progetti tecnologici.

RFID.

Mobile Computing.

Machine Vision.

Enterprise Labeling.

IoT.

Automation.

Robotics.

Artificial Intelligence.

Considerate separatamente sono tecnologie.

Connesse tra loro diventano un sistema operativo per le operations.

Ed è qui che emerge la vera sfida per le imprese.

Non si tratta di possedere più tecnologia.

Si tratta di costruire un'infrastruttura capace di trasformare continuamente ciò che accade nel mondo fisico in dati affidabili, i dati in comprensione, la comprensione in decisioni e le decisioni in azioni.

La visione Multimac: creare visibilità strategica nella Supply Chain

È esattamente in questa evoluzione che si inserisce il purpose di Multimac.

Creare visibilità strategica nella Supply Chain attraverso tecnologie in grado di connettere persone, prodotti, asset e processi al sistema informativo aziendale, trasformando il mondo fisico in informazioni utilizzabili dall'Artificial Intelligence.

RFID e sistemi di identificazione rendono visibili prodotti e asset.

Enterprise Labeling crea identità e continuità informativa lungo i processi.

Vision & Data Capture trasforma eventi fisici in dati digitali.

Connected Frontline mette informazioni e intelligenza nelle mani delle persone che eseguono le operations.

L'Artificial Intelligence può utilizzare questa infrastruttura informativa per comprendere ciò che sta accadendo e supportare decisioni sempre più rapide.

Perché l'AI non elimina la necessità della visibilità.

La rende ancora più strategica.

La Supply Chain del futuro non sarà semplicemente più automatizzata.

Sarà una Supply Chain capace di percepire continuamente il proprio stato, interpretare ciò che accade e adattare dinamicamente la propria esecuzione.

E in un mercato nel quale velocità, resilienza, produttività e servizio diventano sempre più determinanti, la capacità di vedere prima, comprendere prima e agire prima potrebbe diventare uno dei principali vantaggi competitivi dell'impresa.

La Supply Chain non sarà più soltanto l'infrastruttura attraverso cui l'azienda consegna valore al mercato.

Sarà sempre più l'infrastruttura attraverso cui quel valore viene creato.