Tipologie di Tag

La prima distinzione tra i vari tipi di tag esistenti si basa sulla presenza o meno su di essi di una sorgente autonoma di energia, ossia di una batteria. In quest'ottica, si possono dividere in Passivi, Attivi e Semi-Passivi.

1. Passivi
Non sono dotati di alcuna batteria e l'energia con cui funzionano viene ricavata dal campo elettromagnetico con cui entrano in contatto quando entrano nell'area di lavoro dell'antenna del lettore. Questo campo elettromagnetico trasferisce al tag una certa quantità di energia che gli contente di attivarsi. Il "raggio d'azione" dell'accoppiata lettore/tag definisce l'area entro il quale il tag passivo può lavorare sotto l'influenza di un determinato campo elettromagnetico, al di fuori del quale un tag passa dall'essere attivato all'essere disattivato.

2. Attivi
Sono dotati di una batteria che fornisce loro l'energia necessaria per poter lavorare. Sono quindi più indipendenti e autonomi rispetto ai passivi, in quanto l'energia emessa da un lettore/antenna non influenza la loro operatività.
Possono a loro volta emettere dell'energia, condizione che gli consente di inviare al lettore le informazioni in esso contenute anche a centinaia di metri. Questo processo non avviene con i tag passivi, che solitamente rispondono invece alle richieste del lettore semplicemente cortocircuitando l'antenna.
Rispetto ai tag passivi, gli attivi necessitano di una più approfondita e adeguata manutenzione per poterne garantire sempre l'efficienza.

3. Semi-Passivi
Pur essendo dotati di una propria sorgente di energia per far sì che il circuito elettronico rimanga attivo anche in assenza dell'energia portata da un campo elettromagnetico, per attivare la loro sezione a radiofrequenza devono comunque entrare nel campo d'azione di un lettore/antenna per iniziare il colloquio per l'invio di dati. Sono spesso usati per monitorare i parametri ambientali.

Un altro tipo di distinzione tra i vari tag riguarda invece la memoria di cui sono dotati, che può essere realizzata con tecnologia di sola lettura (Read Only) o lettura/scrittura (Read/Write).

1. Tag Read Only (R/O)
Le informazioni contenute nella memoria (Read Only Memory, ROM) vengono definite durante il processo produttivo del tag stesso, e sono di solito costituite da 64 o 96 bit rappresentanti un codice identificativo univoco. L'informazione memorizzata è immodificabile e non può subire variazioni nel tempo. Questa memoria occupa una minore area di silicio all'interno del chip quindi si ottiene anche il minor costo possibile.

2. Tag Read/Write (R/W)
Dotati di tecnologia EEPROM (Electrically Erasable Programmable Read-Only Memory), offrono la possibilità di modificarne il contenuto. Per riscriverne il contenuto, è necessario prima cancellare lo spazio di memorizzazione coinvolto nella modifica dei dati, e successivamente riscrivere i dati che andranno conservati in quel determinato blocco. Oltre al tempo necessario per l'operazione, che per un intero tag può raggiungere anche alcuni secondi, è richiesta anche una quantità di energia superiore rispetto alla sola lettura.
Se tecnologia EEPROM viene implementata in tag passivi, l'operazione di riscrittura e conseguente maggiore richiesta di energia potrebbe comportare una distanza operativa ridotta.
Da notare che le operazioni di cancellazione e riscrittura portano ad un leggero deterioramento delle celle di memoria; così, per i tag riscrivibili, di solito si fa riferimento al numero di cicli di scrittura supportati senza perdita delle funzionalità e il tempo minimo garantito per il mantenimento dei dati memorizzati (circa 100mila cicli di scrittura e 10 anni di mantenimento dei dati).
Rispetto ai tag R/O, le informazioni gestite possono partire dai 256 bit e arrivare fino a 8 kilobit (quindi da 32 a 1024 caratteri).
Nella quasi totalità dei casi, oltre alla memoria modificabile viene assegnato anche un codice identificativo univoco e permanente.

3. Tag WORM (Write Once Read Many)
Particolare tipologia di tag che consentono di essere scritti una sola volta, per poi divenire immodificabili nel tempo. In questo modo, il codice identificativo può essere deciso nel momento della creazione dell'etichetta.

Nei casi in cui, e spesso sono i più frequenti, nel raggio d'azione di un determinato lettore si trovino più tag RFID, tutti automaticamente si avvierebbero a rispondere all'interrogazione emessa, portando ad una "collisione" e conseguente impossibilità da parte del lettore di riconoscere le singole risposte.
A questo fine sono stati ideati degli algoritmi, detti di Anti-Collisione, per aiutare il lettore ad individuare ed isolare ogni singolo tag.

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