La corretta identificazione del paziente

Anche in condizioni ideali, la somministrazione di qualsiasi tipo di cura medica può essere un processo complicato e potenzialmente pericoloso. Quando persistono fattori come budget sempre più ridotti e personale sovraccarico di lavoro, il potenziale per una vasta gamma di errori aumenta in modo significativo, ed i risultati possono essere catastrofici.

Uno degli errori più comuni coinvolge l’errata identificazione dei pazienti nei vari punti di interazione, durante tutto il loro soggiorno nella struttura ospedaliera. Questi errori comprendono la somministrazione di farmaci destinati ad un altro paziente; mischiare i campioni in un laboratorio, portando così a diagnosi e trattamenti imprecisi; o anche l'esecuzione di procedure diagnostiche o chirurgiche invasive sul paziente sbagliato.

Secondo The Joint Commission, "gli errori generati da pazienti sbagliati si verificano in quasi tutte le fasi di diagnosi e trattamento", che è il motivo per cui la Commissione ha fatto delle migliorie per le procedure di identificazione dei pazienti una priorità negli USA.

La potenza dell’identificazione positiva del paziente (PPID, Power of Positive Patient Identification)
Utilizzando un sistema integrato di codici a barre e scanner, le strutture sanitarie sono in grado di ridurre in modo significativo il rischio di errori di identificazione, dai ricoveri fino al rilascio e ad ogni passo intermedio. Inoltre, le informazioni raccolte presso il punto di cura possono fluire direttamente nell’EMR (electronic medical records), che fornisce aggiornamenti in tempo reale per l'intero team sanitario. 
Per esempio:
- I campioni prelevati presso il punto di cura sono contrassegnati sul posto con l'ID corretto del paziente, e il laboratorio inserirà i risultati direttamente nella cartella del paziente corretto.
- Il paziente viene identificato positivamente prima di eseguire ogni test diagnostico.
- Farmaci etichettati in farmacia sono abbinati positivamente al paziente presso il punto di cura dal medico, garantendo che tutti i diritti della somministrazione dei farmaci vengano rispettati.

L’identificazione positiva del paziente ha un enorme potenziale per migliorare la sicurezza del paziente stesso. Considerate questo: una ricerca della FDA (Food & Drug Administration) ha concluso che un maggiore utilizzo di sistemi di gestione di farmaci a base di codici a barre impedirebbe ben 500.000 utilizzi sbagliati di farmaci ed errori di trasfusione di sangue, nel corso di un periodo di 20 anni. E così facendo si risparmierebbero inoltre circa 93 miliardi di dollari in costi per trattamenti.

Il nuovo white paper redatto da Zebra esplora l'impatto critico che l’identificazione positiva del paziente ha sulla sicurezza in tutte le fasi amministrative, diagnostiche e di trattamento durante il soggiorno di un paziente. Il documento esplora anche come il PPID sia in grado di migliorare l'efficienza del personale e aiutare le organizzazioni sanitarie a soddisfare le esigenze di cambiamento dei dati anagrafici dei pazienti in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

Articolo tradotto da:
Zebra Visible Value Blog

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