L'IoT nelle operazioni di Magazzino

Sempre più oggetti stanno diventando "intelligenti" e sfruttano l’IoT (Internet delle Cose). Ci sono molte definizioni di IoT, ma mi piace la definizione del McKinsey Global Institute: i dispositivi IoT sono quelli che "possono monitorare il proprio ambiente, riportare il loro stato, ricevere istruzioni e persino agire in base alle informazioni ricevute".

McKinsey osserva inoltre che ci sono tre componenti che fanno di una "cosa" o un dispositivo parte dell’IoT:
- Sensori per monitorare e misurare l'attività che sta avvenendo.
- La connettività a Internet è contenuta nell'oggetto stesso, un hub collegato, uno smartphone o una base station.
- Processori che consentono all'oggetto di avere almeno un qualche potere di calcolo.

Secondo uno studio di Gartner ci sono circa 4,9 miliardi di "oggetti connessi". Nei prossimi cinque anni si prevede che saranno 25 miliardi. Il numero dei prodotti collegati aumenta in quanto il costo della tecnologia diminuisce. I magazzini e le catene di fornitura abilitati all’IoT sono ancora in fase iniziale, ma secondo un'indagine di Zebra Technologies 7 decision maker della supply chain su 10 intende aumentare l'utilizzo di questa tecnologia per creare magazzini intelligenti fino al 2020.

Le possibilità di utilizzo dell’IoT in magazzino sono infinite. I prodotti connessi potrebbero includere, ad esempio, telecamere, etichette RFID passive e attive, bilance e carrelli elevatori. L'industria è ancora in procinto di provare diverse applicazioni e approcci in uno sforzo per capire cosa ha più senso.

Gli sviluppatori di WMS hanno un lavoro grande e impegnativo in materia di IoT. Viene prodotta una grande quantità di dati e deve essere raccolta e analizzata. E per cosa dovremmo utilizzare tutti i dati? A mio avviso, una domanda molto interessante, anche se i costi dell’IoT sono in calo, c'è ancora una parte di implementazione costosa che include la capacità dei server e del database di gestire e trattare tutte le informazioni.

Molti parlano delle possibilità di tracciabilità nel magazzino e nei trasporti. Ma questo a mio parere non è un problema se hai un buon WMS e TMS, non c’è bisogno dell’IoT per questo.

Penso che la catena di approvvigionamento di DHL presenti un interessante progetto pilota in corso in tre siti in Europa. Stanno testando una soluzione che consente a DHL di monitorare in tempo reale le attività operative attraverso una visualizzazione grafica rapida e sensibile dei dati ottenuti da sensori su scanner, apparecchiature per la movimentazione dei materiali e il sistema di gestione del magazzino di DHL. Essi visualizzano dati operativi con mappe termiche in tempo reale. In questo modo possono interpretare i dati in una fase precoce e più significativa. Questo aspetto li rende in grado di prendere decisioni rapide riguardo alla forza lavoro e al flusso di magazzino.

Personalmente, penso che DHL sia sulla strada giusta verso l’IoT, essendo in grado di prendere subito decisioni giuste con dati in tempo reale anziché analizzare il tutto quando è già troppo tardi. La tecnologia è ancora nella sua fase iniziale e sarà entusiasmante seguire gli sviluppi futuri.

di Roberth Karlsson

Articolo tradotto da:
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Topic:
Internet of Things, Logistics, Magazzino

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