5G, la nuova Rivoluzione per l'IIot

Le reti mobili di quinta generazione connetteranno in tempo reale le persone e soprattutto le "cose". È una svolta che promette di cambiare la nostra vita.

Una nuova generazione
La quinta generazione di reti (5G) aumenterà enormemente la velocità di connessione mobile. L'abbattimento a pochi secondi del tempo necessario per il download di un'ora di un film in HD, per quanto impressionante, non è però la più grande notizia connessa all'avvento del 5G. Certo, una velocità di minimo 1 gigabit al secondo nelle connessioni mobili potrebbe già da sola cambiare la nostra vita, ma la rivoluzione promessa dalla quinta generazione delle reti wireless è di portata molto più ampia.

I tre concetti chiave, per non parlare della velocità
I tre cocnetti chiave, oltre alla velocità, sono:
1) la latenza minima
2) la capacità della rete di supportare un enorme numero di SIM nella stessa area
3) la capacità della rete di adattarsi alle diverse esigenze e urgenze dei device collegati.

La latenza è il tempo di risposta di un sistema all'input ricevuto. Se con le reti 3G la latenza era di circa 500 millisecondi (cioè di mezzo secondo) e con il 4G si era già ridotta a pochi centesimi di secondo, il 5G precede una latenza inferiore a 1 millesimo di secondo. Può non sembrare un miglioramento determinante. In effetti, mezzo secondo di latenza sembra un tempo di attesa del tutto sopportabile nel quotidiano utilizzo di uno smartphone, per non parlare dei pochi centesimi di secondo già offerti dal 4G. Eppure, la grande rivoluzione è proprio qui: per le auto senza conducente o per la telemedicina la differenza tra "pochi centesimi di secondo" e "meno di un millesimo di secondo" coincide con la differenza tra "tecnologia utilizzabile" e "tecnologia non utilizzabile".

E qui risiede l'altra svolta epocale consentita dal 5G: il passaggio definitivo all'Internet delle Cose. Per connettere, oltre alle driverless car e ai bisturi, anche i sensori di una smartcity (per il controllo del traffico, della raccolta rifiuti, dell'illuminazione, della telesorveglianza), le applicazioni della domotica, i droni di cui sempre più si servirà la logistica, i device che offriranno intrattenimento ultratecnologico, gli impianti produttivi digitalizzati dell'industria 4.0 e tutte le altre "cose", il 5G offre una densità fittissima di antenne radio-mobili connesse da fibra, capaci di supportare un immenso numero di SIM contemporaneamente. Per permettere un'armonizzazione in questo intreccio di connessioni la rete 5G sarà capace di perfezionare, grazie allo sviluppo di tecnologie già esistenti, risposte adeguate alle esigenze degli utenti, garantendo "corridoi preferenziali" e priorità quando la velocità del traffico di dati è di vitale importanza.

Gli ostacoli
Uno dei vantaggi del 5G è la possibilità di utilizzare molte bande di frequenza, ma per gli operatori italiani è necessario avere quanto prima certezze sullo spettro disponibile. A questo si aggiungono i costi considerevoli per la realizzazione delle nuove reti 5G, che hanno bisogno di antenne radio-mobili capillarmente installate in ogni punto della città, fin sulle pareti dei palazzi: per incentivare gli investimenti occorre uno sforzo di sistema, che sviluppi, in parallelo con la costruzione delle reti, un'offerta di servizi che le utilizzino. Molti degli operatori mobili consolidati, che hanno già speso molto nella realizzazione di efficienti reti 4G, sono poco inclini ad accelerare lo sviluppo di una rete 5G.

I pionieri
I più interessati a un rapidissimo sviluppo del 5G, a partire dal 2018 e poi più compiutamente dal 2020, sono gli operatori "outsider" come Fastweb che ha pionieristicamente scommesso nelle città italiane sulla rete fissa ultraveloce con la fibra ottica che arriva fino a casa del cliente (FTTH) e che negli ultimi anni ha sviluppato la rete in fibra fino agli armadi stradali (FTTC).
Le reti in fibra costituiscono infatti uno degli elementi fondamentali del cosiddetto FTT5G, il modello ibrido tra rete fissa e mobile, con l'ultimo tratto wireless attraverso il 5G. Oltre alla rete capillare in fibra e alle frequenze, Fastweb può già contare nelle città italiane anche su 20mila armadi stradali, che diventeranno 50mila entro il 2020. A che ora è la rivoluzione?

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