Briciole di pane



L’intelligenza artificiale apre la sfida alla leadership globale

L’intelligenza artificiale apre la sfida alla leadership globale

26 Agosto 2019 L'intelligenza artificiale rappresenta una delle tecnologie chiave per supportare e favorire la transizione digitale della società e del sistema produttivo. La crescita costante dell'Internet delle Cose abbinata ad una economia sempre più Data Driven, spingono l'intelligenza artificiale a diventare fattore di vantaggio competitivo in una sfida globale. La Cina e gli Stati Uniti stanno effettuando enormi investimenti in questo campo e i paesi Ue non riuscirebbero da soli a competere senza una strategia di sviluppo comune.

Eric Xu, rotating chairman di Huawei, presentandolo venerdì venerdì 23 agosto dal quartier generale di Shenzen, l'ha definito il processore di intelligenza artificiale più potente del settore. Con Ascend 910 Huawei compie grandi progressi dall'annuncio della strategia sull'intelligenza artificiale dello scorso ottobre, presentando il nuovo processore assieme a Mindspore, un framework proprietario che supporta lo sviluppo di applicazioni basate su intelligenza artificiale.

Fatti che sembrano premiare gli investimenti erogati: già nel 2017 la Cina annunciava un piano di investimenti da circa un trilione di Yuan, che equivalgono a oltre 140 miliardi di dollari, con obbiettivi molto precisi da raggiungere nel 2025 per poi arrivare al dominio di mercato nel 2030.

Gli Stati Uniti, forti del patrimonio di dati del cosiddetto gruppo Gafa (Google, Apple, Facebook, Amazon), hanno lanciato a febbraio il loro proclama politico con l'ordine esecutivo del presidente Trump per assicurarsi il primato tecnologico. Per ora nero su bianco come impegno pubblico ci sono i 2 miliardi di dollari dell'agenzia per lo sviluppo avanzato della difesa in attesa che l'ordine esecutivo di Trump sia alimentato ufficialmente con nuovi stanziamenti.

Per colmare il distacco rispetto Asia ed America che corrono molto veloci, la commissione europea si è posta l'obbiettivo di vedere gli investimenti europei toccare i 20 miliardi l'anno entro la fine del prossimo decennio. L'obbiettivo più volte ripetuto è la creazione di un mercato unico europeo per l'intelligenza artificiale che abbracci la data economy ma anche il manifatturiero e i servizi al cittadino.

Ma l'impegno di ciascun paese si misura anche nel numero di soggetti attivi nella ricerca e innovazione o nel mondo dell'industria privata che hanno già iniziative in campo. A questo proposito l'indagine del Joint Research Centre della commissione europea calcola che nel periodo 2009/2018 il 28% dei 35.000 player attivi in quest'area tecnologica sia da ascrivere agli Stati Uniti, il 25% alla Ue, il 23% alla Cina.

Anche se, considerando la ponderazione del numero di operatori rispetto al PIL nazionale, Israele e Singapore detengono rispettivamente il primo e il secondo posto a livello mondiale.

BIBLIOGRAFIA:
Intelligenza artificiale, parte il piano nazionale, di Laura Cavestri, da Il Sole 24 Ore.
Huawei, un superchip contro il blocco degli USA, di Andrea Biondi, da il Sole 24 Ore.
La Ue prova a rincorrere i primati di Cina e Stati Uniti, di Carmine Fotina, da Il Sole 24 Ore.
Una mappa UE per l'Ia Affidabile, di Guido Romeo, da Il Sole 24 Ore.

Topic:
Society 5.0

 

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