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24 November 2025

Operazioni Intelligenti: la nuova bussola della competitività industriale.

Nel contesto industriale in rapida evoluzione, le aziende che guardano al futuro devono fare un passo decisivo: passare da semplici processi automatizzati a vere “operazioni intelligenti”. È questo il paradigma che emerge dal recente studio condotto da Zebra Technologies insieme a Oxford Economics. Ciò significa cogliere l’opportunità per ripensare i processi produttivi, logistici e di manutenzione alla luce di tre elementi chiave: visibilità, automazione intelligente e talento umano potenziato.

Cosa intendiamo per “operazioni intelligenti”?

Le “operazioni intelligenti” sono un’evoluzione rispetto alla mera digitalizzazione: non si tratta solo di inserire sensori o automatizzare singole funzioni, ma di integrare persone, asset e dati in tempo reale per trasformare decisioni reattive in decisioni proattive, veloci e precise.

Lo studio di Zebra/Oxford ha analizzato oltre 1.000 responsabili decisionali in otto Paesi, e ha evidenziato che le aziende che adottano strategie di operazioni intelligenti ottengono:

>un aumento dei ricavi fino a circa 2 punti percentuali.
>una redditività media superiore di circa 1,7 punti percentuali.
>una maggiore capacità di risposta, migliore precisione operativa e riduzione delle perdite.

Ciò può tradursi in: minor tempo di fermo macchina, maggior rendimento delle linee, meno scarti o prodotti non conformi, e una supply-chain più agile.

Perché l’Italia (e l’Europa) devono guardare a questo modello

Con il near-shoring, l’evoluzione tecnologica e la competizione globale, la posizione strategica dell’azienda intelligente diventa centrale.

In Italia, dove le imprese stanno affrontando sfide come l’aumento dei costi energetici, la carenza di manodopera qualificata e la necessità di digitalizzazione, adottare un modello di operazioni intelligenti significa:

>aumentare la resilienza della produzione (essere pronti a cambiare ricette, volumi, componenti)
>migliorare la capacità di personalizzazione e rapidità (una richiesta crescente del mercato)
>valorizzare il capitale umano: rendere gli operatori di linea non più solo “esecutori”, ma agenti attivi di miglioramento continuo grazie a strumenti mobili, dati in tempo reale e supporto decisionale.

Tre aree d’intervento strategico

Ecco tre ambiti prioritari nei quali intervenire per rendere operative queste “operazioni intelligenti”:

  1. Visibilità e tracciabilità end-to-end
    • Collegare sensori e IoT su macchine utensili, linee di assemblaggio, magazzini ricambi, così da avere dati in tempo reale su utilizzo, rendimento, tempo di fermo.
    • Implementare dashboard che permettano di visualizzare KPI operative (OEE, tempo ciclo, tempi di cambio, scarti) in modo trasparente e fruibile.
    • Beneficio: identificare colli di bottiglia, intervenire prima che diventino problemi, aumentare l’efficienza complessiva.
  2. Automazione intelligente e flessibile
    • Non solo robot tradizionali, ma sistemi collaborativi, logistica interna automatizzata, sistemi di smistamento intelligenti, manutenzione predittiva.
    • Integrare analitica e machine-learning per prevedere guasti o cali di rendimento, e pianificare in modo efficiente cambi produzione o manutenzioni.
    • Benefici: maggiore uptime delle macchine, riduzione dei costi indiretti, maggiore precisione nelle consegne.
  3. Potenziare il talento umano con tecnologie abilitanti
    • Fornire agli operatori strumenti mobili (tablet, smart glasses, app) che mostrino indicazioni operative, assistenza in realtà aumentata, notifiche in tempo reale su anomalie.
    • Formare le risorse non solo sull’uso di macchinari ma sul metodo “smart-factory”: interpretare dati, reagire rapidamente, partecipare all’ottimizzazione.
    • Beneficio: maggiore coinvolgimento e motivazione delle risorse, miglioramento continuo, minor dipendenza da super-specialisti.

Sfide da affrontare e come superarle

Adottare operazioni intelligenti non è privo di ostacoli. Eccone alcune tipiche e suggerimenti per affrontarle:

>Integrazione legacy: molte aziende hanno già impianti e macchine esistenti non “smart”. Soluzione: adottare un approccio graduale, priorizzando le aree ad alto impatto, usare retrofit / sensori esterni, piattaforme che permettano integrazione con sistemi esistenti.

>Dati sparsi e siloes: senza un’architettura unificata, i dati restano inutilizzati. Soluzione: definire una strategia di dati fin dall’inizio — dove si raccolgono, come si analizzano, chi vi accede — e scegliere piattaforme aperte.

>Cultura aziendale: spesso la tecnologia è introdotta, ma manca il cambiamento di mindset tra le persone. Soluzione: coinvolgere fin da subito gli operatori, comunicare il valore, promuovere piccoli “quick-win” che mostrino risultati visibili.

>Costi e ROI: può esserci tentazione di aspettare. Soluzione: definire obiettivi misurabili (riduzione tempo fermo, scarti, costi logistici) e usare gli studi (come quello di Zebra) per stimare il potenziale ritorno: +2 punti ricavo, +1,7 punti redditività.

Perché adesso il momento è favorevole

>Il panorama mondiale della produzione vede una crescente domanda di personalizzazione, flessibilità e rapidità — non solo volume.

>Le tecnologie abilitanti (IoT, 5G/CBRS, edge-computing, AI) sono più accessibili e mature.

>I fattori macro-economici (near-shoring, filiere più corte, esigenza di resilienza) spingono le aziende a diventare più agili.

>E’ l’occasione per definire il proprio standard competitivo per i prossimi anni.

Conclusione: l’operazione di salto

L’adozione delle “operazioni intelligenti” non è un semplice upgrade tecnologico: è un cambiamento profondo nel modo di concepire produzione, logistica, manutenzione, data-driven management e capitale umano.

Il percorso può partire oggi con piccoli passi — un progetto pilota su una linea, l’installazione di sensori su un asset critico, l’introduzione di dashboard operative — e crescere verso una fabbrica sempre più connessa, flessibile e competitiva.

In un mercato dove visibilità, agilità e precisione in tempo reale diventano la nuova norma, le aziende che attendono rischiano di restare indietro. Come sottolinea lo studio: “Le operazioni intelligenti non sono più un’opzione, ma la norma”. Il futuro non si aspetta: si costruisce.

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