Logistica | Nasce in Veneto la cittadella Geox

Logistica | Nasce in Veneto la cittadella Geox

05 Marzo 2010

CORRIERE DELLA SERA - L'immensa piattaforma logistica di Geox, costruita su blocchi che occupano 110mila metri quadrati ed in grado di ricevere e far ripartire 100 camion al giorno, Mario Moretti Polegato la poteva anche costruire altrove. In aree del Veneto o del Paese più vicine a grandi nodi ferroviari, autostradali e portuali e destinare i 120 milioni investiti in luoghi ben più felici e collaudati sotto il profilo trasportistico. Invece il nastro l'ha tagliato ieri a Signoressa, presenti il ministro Claudio Scajola ed il governatore veneto in scadenza, Giancarlo Galan, per dare un segnale. «Per i Tir su e giù lungo la Feltrina non mi preoccuperei, anche perché purtroppo qualche anno fa ce n'erano di più - ha detto ieri nel corso dell'inaugurazione - e comunque qui davanti faremo una rotonda. Noi crediamo nel territorio, nel lavoro e nei progetti, nonostante l'incertezza economica e anche politica. Venire qui dentro e sentire odore di muscoli per me è come per un ragazzo andare in discoteca».

I muscoli sono quelli dei 300 addetti che metteranno sui camion tutti i giorni le scarpe da mandare nei 1.150 Geox shop e 11mila negozi monomarca in 105 Paesi del mondo, oltre ai capi di abbigliamento con la stessa etichetta che oggi rappresentano più dell'11% del fatturato. Segmento di business, quest'ultimo, che sta progressivamente erodendo quote sulle vendite complessive e che per sua natura richiede più spazio delle scarpe. I negozi Geox stanno crescendo di dimensione e così, anche per la stessa ragione, il polo logistico ha avuto bisogno di essere raddoppiato. Un lavoro durato tre anni, finanziato in larga misura da Lir, la holding della famiglia Moretti Polegato che possiede anche Diadora, e direttamente da Geox per la parte della robotica e dell'automazione. Operazione comunque tutt'altro che conclusa. Lo spazio complessivo a disposizione è infatti di 250mila metri quadrati e, oltre alla metà scarsa già coperta, in altri due o tre anni il centro smistamento della scarpa che respira avrà realizzato magazzini scambiatori su altri 70mila metri quadrati. I ricavi «Le autorizzazioni del Comune già le abbiamo - ricorda Polegato - ed in prospettiva pensiamo anche di trasferire qui il quartier generale di Montebelluna. E poi vogliamo cercare di spostare su rotaia quanto più sarà possibile il movimento delle merci realizzando uno scalo ferroviario interno».

Dove vuole arrivare il patron di Geox è presto detto. «In dieci anni - afferma il presidente - puntiamo a diventare per ricavi fra i primi del mondo. Adesso siamo senz'altro i leader in Italia per la produzione di scarpe ‘lifestyle', cioè non tecniche, ed i secondi sul pianeta, alle spalle di Clarks». Deve anche essere chiaro che non c'è alcuna tentazione di cessione, prima o poi, dell'impero: «Perché mai? La finanza non m'interessa e comunque in caso contrario avrei dovuto pensarci prima - replica Polegato -. Ho un figlio che ha la mia stessa passione per l'imprenditoria e che ha già assunto la carica di vicepresidente di Geox». E poi l'immancabile ottimismo: «Il quadro - conclude il presidente-è ancora difficile sotto il profilo dei consumi ma il fondo l'abbiamo toccato e stiamo risalendo, anche se nessuno può dire quando torneremo ai livelli di prima. In ogni caso, crisi o no, nella sola sede di Montebelluna lo scorso anno abbiamo assunto 150 persone, Geox produce il 45% dei volumi di questo distretto calzaturiero e investiamo con costanza il 2% dei ricavi in ricerca. Non c'è alcuna ragione per non tenerci stretto tutto questo e per immaginare anche lontanamente di disimpegnarci dal territorio ».

 

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