Briciole di pane



La valenza ambientale è elemento imprescindibile per uno sviluppo sostenibile.

La valenza ambientale è elemento imprescindibile per uno sviluppo sostenibile.

19 Agosto 2019 Il ghiacciaio dell'Adamello, a rischio di estinzione in assenza di urgenti azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, è stato assunto a simbolo concreto dell'urgenza di lottare insieme per la sopravvivenza pacifica di tutti i popoli del pianeta:un impegno a moltiplicare gli sforzi didattici e scientifici per poter fornire un contributo concreto al raggiungimento di tutti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Già negli anni '70 era maturata la preoccupazione relativa all'esaurimento delle risorse energetiche e sui limiti del loro sfruttamento. Da allora si contrappongono due principali visioni dello sviluppo: l'una che teorizza la sostanziale impossibilità della crescita economica infinita e l'altra che pone nell'avanzamento della tecnologia la speranza per superare le barriere che si frappongono tra l'umanità e il suo sviluppo. Viene dunque progressivamente a delinearsi il concetto di sviluppo sostenibile, quale tentativo di sintesi tra le due opposte tendenze. Un modello di crescita che possa essere realizzata senza portare alla progressiva scomparsa delle risorse naturali, allora come adesso principalmente basata sui combustibili fossili, nell'ambito di un patto generazionale. 

Ma è solo nel settembre 2015 che le Nazioni Unite lanciano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, sistema di riferimento complesso di 17 Obiettivi articolati in 169 indicatori misurabili, che la comunità mondiale si impegna a raggiungere entro il 2030 (Agenda 2030). Gli Obiettivi coprono ambiti socio-economici (povertà, fame, diseguaglianze di genere, educazione di qualità e lavoro dignitoso, energia), sanitari (malattie, stili di vita, accesso all'acqua), ambientali (cambiamenti climatici, inquinamento delle acque e dei suoli, biodiversità, sistemi urbani resilienti) e anche un richiamo accorato alla uguaglianza e alla pace.

Il cambio di paradigma insito nella nuova strategia è evidente. Innanzitutto lo sviluppo cambia indirizzo valoriale, spostandosi da un piano esclusivamente economico (economics) a un piano che includa integralmente anche le valenze sociali (equity) e ambientali (environment) quali elementi imprescindibili dello sviluppo sostenibile cui sono chiamati a concorrere tutti i Paesi del pianeta, inclusi quelli a sviluppo avanzato. Ognuno degli Obiettivi è indissolubilmente legato agli altri in un modello a matrice a forte interdipendenza, così come forte è la valenza etica della strategia, che ufficialmente dichiara che "nessuno verrà lasciato indietro". Non da ultimo, la scadenza ravvicinata del 2030 pone per la prima volta la questione dello sviluppo e delle risorse in termini emergenziali (il termine Agenda - cose da fare - ben ne simboleggia l'urgenza) per una umanità in continua crescita demografica e che si confronta con tensioni sociali sempre più aspre.

La scienza è chiara: limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi centigradi è l'unico modo per proteggere il pianeta dagli impatti più devastanti dei cambiamenti climatici. Per rimanere entro questo limite, le emissioni globali di CO2 devono raggiungere il loro picco nel 2020 e poi diminuire rapidamente, per raggiungere la neutralità climatica al 2050. Tale urgenza è dettata da un fatto: a causa delle attività umane, la temperatura media globale è già aumentata di circa 1°C rispetto ai livelli preindustriali.Raggiungere la neutralità climatica al 2050 sta diventando tecnicamente ed economicamente possibile, in quanto la maggior parte delle tecnologie necessarie per raggiungere tale obiettivo sono ora disponibili, e a costi sempre più bassi. Ciò che occorre, dato che il cambiamento climatico è un problema globale comune, è un solido quadro politico internazionale in grado di accelerare questa trasformazione

Il mondo accademico è chiamato in prima linea dall'accorato richiamo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile. In primo luogo alle Università è affidato il delicato compito di formare le future classi dirigenti di ogni Paese, con il compito di ipotizzare quale sarà lo scenario in cui i propri futuri laureati saranno chiamati a operare. 

Senza ombra di dubbio oggi questo scenario si chiama sviluppo sostenibile, che deve certamente permeare l'insegnamento di ogni campo del sapere per creare consapevolezza della gravità e della urgenza delle problematiche connesse. Questo è un compito imprescindibile del mondo accademico, cui deve affiancarsi la promozione della ricerca tecnologica per permettere la sinergia virtuosa tra le urgenti azioni di mitigazione del consumo delle risorse energetiche e la proiezione futura finalizzata all'utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Oltre alle funzioni didattiche e di ricerca alle Università, istituzioni scientifiche indipendenti per definizione, spetta il ruolo di sensibilizzazione della popolazione generale troppo spesso confusa da esternazioni mediatiche che poco hanno di scientifico e di credibile.    

Bibliografia:
Accademia in prima fila per l'agenda 2030, di Francesco Castelli, da il Sole 24 Ore
Elezioni Usa, quando i candidati alla casa bianca parlano di clima, di Simone Tagliapietra, da Il Sole 24 Ore

 

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