Briciole di pane



L’innovazione strategica supera il prodotto

L’innovazione strategica supera il prodotto

22 Luglio 2019 In un’epoca come questa, fortemente segnata dalle pervasività della tecnologia e dal paradigma dell’Industria 4.0, è fondamentale pensare all’innovazione come a una più ampia cultura aziendale orientata al cambiamento continuo e che deve generare modi sempre nuovi di pensare a come migliorare la soddisfazione e l’esperienza dei clienti. Nel seguete articolo, tratto da Il Sole 24 ORE di martedì 16 luglio, vediamo come l'innovazione rappresenti il motore che anima tutto il mondo industriale.

La maggioranza dei settori industriali, del manifatturiero come dei servizi, è alle prese in questi anni con uno sviluppo tecnologico intenso e pervasivo per tutti i processi aziendali, sviluppo che comunemente passa sotto l'etichetta di Industry 4.0.

Si tratta, com'è noto, di un nuovo paradigma organizzativo e industriale che vede l'adozione pervasiva nelle aziende di tecnologie quali la meccatronica, la robotica collaborativa, Internet of things (IoT), Big Data e machine learning, Intelligenza Artificiale (AI), cloud computing, cybersecurity, manifattura additiva (stampa 3D), nanotecnologie, materiali intelligenti. Sebbene questo paradigma investa massicciamente soprattutto i processi delle imprese manifatturiere, in realtà molte di queste tecnologie trovano un impiego anche nelle imprese di servizi, che grazie soprattutto alle tecnologie informatiche, alla connettività web e ai sistemi smart, stanno vivendo un processo di globale e progressiva digitalizzazione delle loro attività.

Un recente studio condotto da Deloitte su 760 aziende europee localizzate in 16 Paesi e appartenenti a venti settori ha appurato che oggi per il 92% delle imprese intervistate la tecnologia è il principale fattore della loro innovazione, seguito al secondo posto dalle aspettative dei consumatori, con l'86 per cento. Tra le varie tecnologie analizzate in questo studio, gli investimenti delle imprese in big data analytics (69%) e nel cloud computing (62%) sono a uno stadio già molto avanzato e destinati ancora a crescere nei prossimi due anni, così come risulta rilevante l'investimento dei rispondenti in applicazioni dell'intelligenza artificiale (43%), della realtà virtuale e aumentata (38%) e in automazione robotica dei processi (36%).

Non è un mistero che il nuovo paradigma 4.0 - apparso in Germania come politica industriale fin dal 2011 e oramai concretamente diffuso in molti Paesi avanzati - chiami oggi le imprese italiane a una transizione molto veloce, per colmare un gap tecnologico, rispetto ai concorrenti internazionali, molto evidente in alcuni settori ed evitare così di restare penalizzati nella competizione sui mercati.

Per molte imprese, questo cammino ambizioso e accelerato verso un modello di business ancor più tecnologico, più innovativo e, quindi, più competitivo non è un cammino fatto in solitaria, ma all'interno di eco-sistemi per l'innovazione in cui hanno per tempo collocato la loro organizzazione.

Le esperienze consolidate in molti Paesi - a partire dal modello della Silicon Valley - ci insegnano infatti che l'innovazione imprenditoriale non deve chiudersi entro i confini proprietari delle strutture di R&D create dall'impresa, perché per fare innovazione è sempre più fondamentale il network di relazioni con soggetti esterni. È questo il paradigma comunemente chiamato della "open innovation". Per questo motivo, le imprese che vogliono esser eccellenti anche nell'innovare, anche se si sono dotate di strutture e team di R&D interni, investono con convinzione in partnership, joint venture, collaborazione con start up, università, centri di ricerca esterni, incubatori, oltre che cercare di coinvolgere clienti e fornitori nelle loro azioni innovative.

Sebbene sia chiara questa tendenza ad aprire i processi innovativi, molte aziende europee non si sono ancora rese conto fino in fondo dell'importanza degli eco-sistemi per l'innovazione e faticano a capire il vantaggio di sfruttare le alleanze e le reti di collaborazioni esterne come fonti di innovazione.
In un'epoca come questa fortemente segnata dalle pervasività della tecnologia e dal paradigma dell'Industria 4.0, è fondamentale pensare all'innovazione come a una più ampia cultura aziendale orientata al cambiamento continuo e che deve generare modi sempre nuovi di pensare a come migliorare la soddisfazione e l'esperienza dei clienti. In altre parole, l'innovazione richiede all'impresa eccellente di abbracciare una cultura organizzativa orientata al miglioramento continuo, in cui il come portare una novità sul mercato è importante tanto quanto quale novità portare.

Il cambiamento culturale è l'elemento essenziale sottostante a questa accezione allargata di innovazione. Esso riguarda tutti i collaboratori, che devono comprendere a fondo come solo i processi aziendali innovativi possono mantenere la competitività di medio-lungo termine.
Per questo una vera cultura dell'innovazione richiede una leadership aziendale capace di dettare un'agenda del cambiamento in azienda e di favorire una cultura organizzativa attenta non solo ai grandi cambiamenti, ma anche ai dettagli e alla quotidianità.

di Fabio Antoldi, Docente di Strategia aziendale e imprenditorialità all'Università Cattolica del Sacro Cuore

Articolo tratto da:
Il Sole 24 ORE di martedì 16.07.2019

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Society 5.0

 

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