Lavoro e Futuro: nuove competenze e rinnovate abilità tecniche

Lavoro e Futuro: nuove competenze e rinnovate abilità tecniche

11 Marzo 2019
La tecnologia cambia il volto al mercato del lavoro e lo fa talmente velocemente che i lavoratori vedranno modificare il 50/60% delle attività che svolgono oggi nel giro di 5 anni.

Per Donato Iacovone, CEO di Ernst & Young Italia, il mercato del lavoro sta attraversando una fase di profondo cambiamento legato alle nuove tecnologie e l'automazione ne rappresenta una delle conseguenze principali. In molti si sono interrogati sul rischio effettivo, in termini di sostituzione del lavoro umano con le macchine, ma in realtà non esiste alcuna prova che il lavoro umano sparirà se non nel 5/10% dei casi e per le attività più ripetitive, ma è senza dubbio evidente un cambiamento delle attività richieste ai lavoratori. Tutto questo sta determinando la polarizzazione e segmentazione delle opportunità tra coloro che hanno le skills per competere in un mercato digitale e globalizzato (sempre più richiesti) e chi invece si trova costretto a competere per posti a bassa qualificazione (sempre meno richiesti). Secondo Donato Iacovone l'Italia ha ottimi fisici, ingegneri e matematici, ma in pochi hanno le corrette competenze per usare le ultime tecnologie. Oggi è forte l'esigenza di riformare le competenze da aggiornare almeno ogni 6 mesi. Non basteranno hard skill e soft skill, ma serviranno competenze nuove, al confine tra le attuali abilità tecniche, manageriali ed empatiche per consentire ai lavoratori di reinventarsi di fronte alle innovazioni tecnologiche.

Secondo Gianmario Verona, rettore dell'Università Bocconi di Milano, per far fronte a quello che non è un cambiamento lineare ma una vera e propria disruption, occorre fare innovazione di processo perché la tecnologia digitale cambia le modalità con cui si trasferiscono i contenuti e diventa sempre più importante utilizzarla. Il coding si porta a fianco la matematica che è diventata un vero e proprio linguaggio e non si può più immaginare la matematica separata dai saperi umanistici. Fare innovazione è straordinariamente complesso e la parola flessibilità non deve essere solo legata agli outcome auspicati dal mercato del lavoro ma anche all'offerta formativa. In questo contesto il sistema universitario anglosassone risulta il più adatto in quanto caratterizzato da major e minor, con la possibilità di conseguire ad esempio una specializzazione in data science con un minor in filosofia.

Per Barbara Cominelli, direttore marketing & Operations di Microsoft Italia, si sente parlare spesso di robot che rimpiazzeranno l'uomo ma si discute poco e non abbastanza delle opportunità che questa rivoluzione porterà per l'uomo, una su tutte la possibilità di lavorare in maniera aumentata, non contro ma con le macchine, anche quelle dotate di intelligenza artificiale. Così l'intelligenza artificiale e la robotica diventano elementi di cui è composta la cassetta degli attrezzi dei lavoratori del futuro, una cassetta capace di accendere una lampadina in chi la apre.

Bibliografia:
Il 60% dei lavori cambierà in 5 anni, Il Sole 24 Ore, Di Francesca Barbieri e Matteo Prioschi

 

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