Briciole di pane



Il Corporate Fitness e l’agilità organizzativa: i migliori ingredienti in un futuro complesso

Il Corporate Fitness e l’agilità organizzativa: i migliori ingredienti in un futuro complesso

25 Febbraio 2019

Le aziende vincono mettendo insieme le persone giuste e il modello organizzativo giusto.

In una recente intervista di HBR a Jim Hackett, Ceo di Ford Motor Company, è emerso il concetto di ‘coporate fitness', l'agilità organizzativa che porta le aziende a crescere coerentemente con l'ambiente che le circonda. Oggi si vince o si perde sulla base di una progettazione organizzativa migliore. Un sistema deve essere intrinsecamente efficiente, perché se impiega troppe risorse non può sopravvivere. Ma per vincere non basta l'efficienza.

Ecco quindi che si arriva al concetto di ‘corporate fitness', in riferimento a ciò che scoprì Darwin sulla sopravvivenza dei più adatti, cioè che una specie si evolve per diventare più competitiva. Oggi essere competitivi vuol dire primeggiare in tanti aspetti: quanto tempo ci vuole per evadere un ordine? Quanti prodotti offre un'azienda? Si hanno le persone giuste o le persone sbagliate?

Secondo la teoria dei sistemi complessi, l'evoluzione non è solo un processo biologico, ma esiste anche nelle organizzazioni sociali. Jim Hackett ricorda come nella sua esperienza abbia dovuto governare processi altalenanti: in Steelcase, ad esempio, ha ridimensionato l'azienda durante le recessioni, poi l'ha fatta crescere, poi l'ha ridimensionata e poi l'ha fatta crescere di nuovo. Agilità organizzativa significa anche progettare così l'azienda per metterla in condizione di fronteggiare tutte le situazioni, riducendo i costi medi.

Punto fondamentale nella vita delle organizzazioni è che l'ambiente circostante si modifica continuamente: quello che conta non è più la gestione delle quote con i concorrenti, ma come si affronta la mutazione che si ha di fronte e che può portare per assurdo ad incontrare nuovi competitor prima residenti in altri segmenti di mercato.

La complessità aumenta progressivamente nel tempo, ma come in natura gli incendi aiutano le foreste a prosperare, facendo sparire il sottobosco, così le crisi portano le organizzazioni a ripensarsi per attuare un nuovo futuro. Concludendo, l'insegnamento che le aziende possono trarre da Darwin è l'approccio umile: non c'è nessuna garanzia del futuro, ma ciò non significa che non si possa essere ottimisti, significa soltanto che il modello organizzativo non rimarrà immutato.

Bibliografia:
I costi della complessità sono difficili da vedere, di Roger L. Martin, direttore Martin Prosperity Institute, Harvard business Review.

 

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