Nuove alleanze disegnano il futuro dell’economia innovativa

Nuove alleanze disegnano il futuro dell’economia innovativa

18 Febbraio 2019
"Nel passaggio dal cavallo all'automobile, alcuni lavori, come quelli dei maniscalchi, sono spariti, ma ne sono nati dei nuovi, come i meccanici o i produttori di pneumatici."
Ha esordito con queste parole il presidente di Microsoft Brad Smith, mercoledì, in un'aula gremita di studenti del Politecnico di Milano, parlando di futuro e delle competenze dell'Intelligenza Artificiale, e suggellando l'estensione al Politecnico di Milano delle partnership già avviate da Microsoft con le università di Napoli e Bari attivando il terzo laboratorio dedicato ad intelligenza artificiale e big data per formare un totale di 100 Data Scientist. Simultaneamente ha annunciato l'avvio del progetto ‘Ambizione Italia per la scuola', l'iniziativa di Microsoft con Fondazione Mondo Digitale per portare corsi e Artificial Intelligence nelle scuole secondarie italiane. Con Ambizione Italia, Microsoft si propone di coinvolgere entro il 2020 oltre due milioni di giovani studenti, neet ("not in education, employment or training"), e professionisti in tutta Italia, formando oltre 500 mila professionisti per un investimento pari a 100 milioni di euro in attività di formazione e avvicinamento alle digital skills.
 
Sempre mercoledì, durante l'appuntamento a Torino con A&T, il salone dedicato all'automazione e alle tecnologie di industria 4.0, Stefano Firpo, direttore generale dello sviluppo economico, ha messo in fila i numeri relativamente alla partenza dei competence center: "Abbiamo 60 tra Università e centri di ricerca coinvolti, oltre 400 imprese interessate, si tratta di un progetto ambizioso per favorire l'innovazione tecnologica nel tessuto delle Pmi e concretizzare un modello italiano a partire dalle esperienze in Francia e Inghilterra. La chiave è il partenariato tra pubblico e privato, una formula che sarà chiamata in futuro a gestire la partita dei fondi europei destinati alla ricerca e allo sviluppo nel prossimo periodo di programmazione. Lo strumento è il finanziamento della domanda di innovazione attraverso bandi aperti e un target di circa due milioni a progetto, adatto a raggiungere una platea ampia. Per andare avanti", ha concluso Firpo, "alla ricerca servono luoghi fisici per garantire alle aziende la possibilità di accedere alle nuove tecnologie.' 
 
Il primo esemplare di Leonardo Aw-Hero è stato svelato venerdì alla presenza dell'AD Alessandro Profumo e del presidente della regione Toscana Enrico Rossi. L'avveniristico elicottero a guida remota verrà prodotto alla periferia di Pisa in un nuovo stabilimento che vedrà l'occupazione salire da 28 a 60 persone impiegate. La regione ha sostenuto questo progetto con 800 mila euro di fondi europei e regionali per l'innovazione, e ha permesso a Leonardo di aggiudicarsi il programma europeo di ricerca militare Ocean 2020 che prevede l'integrazione di piattaforme senza pilota nelle missioni di sorveglianza e interdizione, aprendo di fatto le porte a potenziali vendite sempre più importanti in un settore dove Leonardo gioca da numero 1.

'Vago ma eccitante' fu il giudizio interno al Cern sulla proposta di un giovane fisico e ingegnere di nome Tim Berners-Lee a proposito del progetto word wide web. La frase faceva ben sperare ma nessuno poteva immaginare (era il 1989) che quell'intuizione avrebbe generato il 25 % del pil mondiale, (tanto vale l'economia digitale di internet) che il ricercatore inglese pensò inizialmente per facilitare lo scambio di dati e informazioni tra gli scienziati che lavoravano ai vari esperimenti interni al Cern. Trent'anni dopo, al centro europeo per la ricerca nucleare è maturata la consapevolezza di doversi aprire all'industria e alla società condividendo conoscenze e indirizzando le ricadute della ricerca di base in ambiti diversi. La svolta vera è arrivata con l'acceleratore di particelle più grande del mondo che ha permesso la rivelazione del bosone di Higgs, progetto in cui la comunità dei fisici ha intuito che non era più possibile fare tutto in casa e via via si è aperta all'industria raccogliendo sfide di ricerca per gli anni a venire e portando all'esterno la propria conoscenza. Negli ultimi anni si e infittita l'attività di trasferimento delle conoscenze e, per esempio, la Malvestiti, azienda fornitrice del Cern di magneti, grazie al perfezionamento congiunto del prodotto è riuscita a migliorare i processi interni e diventare fornitrice delle più grandi case automobilistiche al mondo.

La Ima - controllata dalla famiglia Vacchi - è una società quotata in Borsa, che ha costruito una rete di imprese fornitrici partecipando al loro capitale, senza però instaurare un predominio strategico su di esse. "Fra 2007 e 2009, abbiamo sviluppato una logica del tutto nuova", dice Vacchi. Otto fornitori erano in crisi. Erano piccoli: in tutto una cinquantina di addetti e 18 milioni di euro fatturato. Ma erano strategici. "Abbiamo aperto i libri e abbiamo comprato quote fra il 20 e il 30% del loro capitale". Il meccanismo è virtuoso sia per la finanza di impresa sia per l'aspetto tecnoindustriale. Per la finanza di impresa, quando la piccola azienda che aderisce al factoring sconta la fattura, riceve subito i soldi; gli oneri sono a carico di Ima. Oneri, peraltro, con un costo - nel perimetro dell'operazione - molto più bassi rispetto a quanto sarebbe stato imputabile alla piccola azienda. La quale - nella sua componente tecnoindustriale - beneficia di un travaso di competenze e di tecnologie accumulate in una quotata che ogni anno ha fra il 4 e il 5% del fatturato in Ricerca & Sviluppo. Di fatto la catena logistica è evoluta in una vera e propria catena del valore. Oggi le imprese partecipate direttamente da Ima sono 20, con 200 milioni di fatturato e 900 addetti. A loro volta, queste imprese sono nel capitale di altre 20 aziende, con 30 milioni di euro di ricavi e 300 addetti. Grazie a questo modello, su ogni singola operazione il recupero di marginalità è compreso fra i 10 e i 12 di punti. Ima è passata dai 500 milioni di euro di fatturato nel 2008 al1,5 miliardi nel 2018 con un margine operativo lordo di 260 milioni e 5.500 addetti.

 

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