Educazione, ricerca e innovazione ci portano verso i Sustainable Development Goals

Educazione, ricerca e innovazione ci portano verso i Sustainable Development Goals

11 Febbraio 2019
I 17 obbiettivi di sviluppo sostenibile, i famosi SDG, i Sustainable Development Goals, adottati dapprima in sede di Nazioni Unite nel 2015, e poi a livello della UE, sono il cardine di una strategia che consentirebbe all'Europa di continuare a puntare sulla crescita economica, mantenendo e consolidando la sua competitività, puntando sul triangolo virtuoso educazione-ricerca-innovazione, ma facendolo in un'ottica di inclusione sociale, tutela dell'ambiente e stabilità istituzionale. È su questi fronti che l'impresa europea dovrebbe continuare a investire e a mostrarsi creativa e innovativa.

EDUCAZIONE
Per Guido Saracco, da qualche mese rettore del politecnico di Torino, la formazione per come è conosciuta non basta più. La società e le imprese di oggi chiedono professionisti aperti, con competenze trasversali, capaci di lavorare in team e di dialogare con le istituzioni. Per questo è necessario cambiare la missione formativa per diventare piattaforma aperta ai contributi dei professionisti, imprenditori e manager. Il nuovo modello formativo non utilizzerà la scorciatoia dei corsi on-line, non potendo prescindere dalla contaminazione e dal lavoro in team: solo aprendosi si potrà passare dall'ingegnere nerd all'ingegnere creativo, che conosca il diritto, l'economia, la sociologia e il management, essendo abituato a lavorare in gruppo.
MENO azioni top down e più learning by doing.
PIU' internazionalizzazione grazie agli accordi con Università e imprese internazionali.
In sintesi il nuovo politecnico di Torino dovrà replicare il mondo del lavoro con cui i laureati si andranno a confrontare; gli open space, l'osmosi di informazioni, la collaborazione Inter disciplinare che c'è all'interno delle imprese.

RICERCA
L'innovazione in campo medico abilita una nuova rivoluzione anche in Italia dove inizierà verso l'autunno la commercializzazione dell'immunoterapia Car-T, il super farmaco per la lotta ai tumori, in cui sono impegnati tutto il mondo della ricerca e l'industria del Pharma. In Italia Car-T verrà utilizzato in modo compassionevole: in questi giorni è scattata la somministrazione gratuità ai casi più gravi. Le Car-T sono oggi cure salva vita costosissime, intorno ai 250 mila euro ad infusione, ma che hanno mediamente un potere di guarigione superiore al 40% dei casi sinora testati. La terapia con recettore antigienico chimerico delle cellule T (CAR-T, Chimeric Antigen Receptor T-Cell) funziona così:
1) i globuli bianchi del paziente, inclusi i linfociti T, vengono estratti mediante un particolare processo di filtrazione del sangue chiamato leucaferesi.
2) nell'impianto di produzione, i linfociti T (un tipo di cellule del sistema immunitario) vengono modificati perché riconoscano e attacchino le cellule tumorali.
3) inizialmente le cellule T sono separate dal resto dei globuli bianchi, e vengono attivate per iniziarne la crescita
4) le cellule T vengono ingegnerizzate per produrre ricettori antigienici chimerici superficiali, i quali aiutano a riconoscere le cellule tumorali
5) le cellule T modificate (CAR-T) vengono poi espanse fino a ottenere il dosaggio finale, che sarà somministrato al paziente in un'unica infusione.
6) le cellule T modificate vengono controllate, per fare in modo che soddisfino rigorosi criteri di qualità, per poi essere inviate al centro di infusione
7) presso il centro di infusione, le cellule CAR-T modificate vengono somministrate allo stesso paziente mediante una singola infusione endovenosa, preceduta da alcuni giorni di chemioterapia
8) in seguito al successo di un trattamento, le cellule CAR-T possono permanere nell'organismo per mesi dopo l'infusione, come difesa contro possibile recidive tumorali.

INNOVAZIONE SOSTENIBILE
Alla Saxa Grestone, ex stabilimento Ideal Standard a Roccasecca, il prossimo primo marzo si ricomincerà a produrre: non più sanitari da bagno ma sanpietrini innovativi, che non esistono sul mercato, fatti in gres di porcellana anziché in pietra.
E il 20% dell'impasto ceramico arriverà dalle ceneri prodotte dal vicino termo valorizzatore di Acea che brucia rifiuti urbani.
Un progetto di economia circolare che si fonda su una singolare riconversione di tutti i 280 addetti protetti per 24 mesi dalla cassa integrazione dopo l'abbandono del complesso industriale da parte della multinazionale americana Ideal Standard.
Il merito di questo grande successo va a Francesco Borgomeo, imprenditore e grande motivatore che ha coinvolto con entusiasmo dipendenti e sindacati, che crede all'economia circolare e punta sui prodotti innovativi fatti con componenti di recupero per stimolare e conquistare mercati soprattutto esteri. In una recente intervista diceva: "Bisogna valorizzare i rifiuti per far ripartire la manifattura italiana e fare innovazione di prodotto e di processo come sta succedendo a Roccasecca".

Bibliografia, Il Sole 24 ORE:
- Car-T il superfarmaco per la lotta ai tumori arriva in autunno, di Barbara Gobbi e Rosanna Magnano
- Ingegnere & Manager, il politecnico di Torino lancia la nuova sfida, di lello naso
- Non più sanitari da bagno ma sanpietrini hitech, in gres, di Silvia pieraccini
- L'agenda 2030 lucida strategia per crescere, di Luca Jahier

 

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