Briciole di pane



Human & Digital disegnano l’Innovazione che ci prepara al Futuro

Human & Digital disegnano l’Innovazione che ci prepara al Futuro

17 Dicembre 2018 All'evento "Digital difference in retail & branded goods", organizzato da Microsoft a Parigi e focalizzato sull'impegno delle aziende di alta gamma che hanno iniziato un percorso di trasformazione digitale, è stato originale l'intervento di Edoardo Zegna dal titolo "Why do we still speak about digital? (ma perché stiamo ancora qui a parlare di digitale?)"; e il tono della domanda l'ha spiegato lui stesso : "nel mercato odierno le aziende devono accettare che siano i clienti, con il proprio comportamento, a indicare la strada da seguire. Why do we still speak about digital? vuole essere una provocazione, per spingere a un'analisi del percorso di evoluzione che il settore deve intraprendere per rispondere alle aspettative dei consumatori. La domanda dimostra che il digitale non può essere solo un argomento di marketing, ma deve essere il focus di ogni divisione dell'azienda".

Gli esempi di evoluzione digitale nel mondo della moda sono molteplici: a partire da Farfetch, la cui app è stata arricchita in questi giorni di uno strumento di ricerca visuale che consente di cercare un prodotto a partire da una foto scattata nella realtà per arrivare a Yoox, che da lunedì scorso ha arricchito la sua app della funzionalità YooxMirror: grazie all'intelligenza artificiale si possono creare look virtuali da far indossare a un avatar, di nome Daisy. Strategica è inoltre la gestione di Data Intelligence che Zegna intende far confluire in un Data Hub basato sulla piattaforma Azure: attraverso sistemi di machine learning e artificial intelligence che partono dalla visualizzazione interattiva dei dati di produzione e vendita, si possono offrire utili spunti agli stilisti e personalizzare sempre di più le campagne di comunicazione, rendendo più semplici e intuitive le analisi per stabilire le linee sulle quali investire o i negozi con le migliori performance.

Nel mondo automotive, nella nuova Bmw Serie 3 presentata questa settimana l'intelligenza artificiale sale a bordo: l'assistente personale intelligente ad attivazione vocale risponde alle domande e fornisce informazioni. La sua attivazione può essere personalizzata con una parola d'ordine che permette alla Bmw Serie 3 di capire con chi ha a che fare; il dialogo con il sistema è sempre chiaro e stretto, tanto da propiziare una reattività veloce e precisa anche quando gli si dice che si è stanchi o stressati. In questi casi partono funzionalità defaticanti e rilassanti che impostano specifiche temperature, avviano brani musicali consoni alla situazione e abbassano i vetri per arieggiare l'abitacolo. Intelligenza artificiale che non si limita a questi compiti ma gestisce anche l'upgrading dei sistemi di assistenza alla guida, nonché la rete di telecamere trifocali che, lavorando con il radar anteriore, offrono totale copertura di tutto ciò che avviene attorno alla vettura.

Piaggio Gita e Kilo, la cui produzione inizierà in questi giorni a Boston, sono invece i primi progetti di Piaggio Fast Forward, società di ricerca e sviluppo per la mobilità del futuro. Gita è un veicolo autonomo intelligente ideato per assistere le persone, trasporta fino a 18 kg, osserva e comunica nel mondo reale. Può seguire una persona raggiungendo i 35 km orari e sa muoversi in autonomia in un ambiente mappato. La forma sferica ed il design pulito ne caratterizzano la personalità. KILO è invece il fratello maggiore grazie ad una capacità di carico che può trasportare fino a 100 kg di peso nel suo vano da 130 lt. Michele Colaninno, presidente di Piaggio ha commentato: "Comprendere profondamente le persone e le loro abitudini per soddisfare le loro esigenze: questo è il percorso che ci ha portato a creare Gita e Kilo; creare prodotti in linea con gli uomini di domani, facendolo attraverso gli uomini. La rivoluzione di Gita e Kilo risiede nel supporto che saranno in grado di dare alle persone nelle diverse attività che contraddistinguono i loro spostamenti nella vita di tutti i giorni, ampliandone di fatto il raggio d'azione e le limitate capacità di carico dell'uomo".

Sul fronte delle reti, da questa settimana a Milano si sperimenta la tecnologia 5G  con le ambulanze connesse. Si ponga ad esempio il caso di una persona colpita da un principio di ictus; l'ambulanza che interviene è in collegamento, contemporaneamente, con il centro di gestione delle emergenze e con i medici dell'ospedale che potranno così monitorare lo stato del paziente e supportare l'operatore intervenuto. In che modo? Speciali occhiali permetteranno due cose: la prima: riconoscere, con riconoscimento visivo remoto, il paziente se i suoi dati sono presenti in database della rete ospedaliera e sanitaria. La seconda, mostrare visivamente i protocolli da seguire o anche i punti in cui fare manovre sui corpi. Quello dell'ambulanza connessa è uno degli use case frutto del lavoro che sta facendo Vodafone sul 5g, che rappresenta una discontinuità tecnologica che condurrà in una nuova età dell'oro per realizzare una vera innovazione sociale su più campi.

Sempre nell'ambito della sanità, all'ospedale di Camposampiero in Provincia di Padova, in sala operatoria nel reparto di chirurgia c'è Da Vinci, robot chirurgo che esegue circa 100 interventi all'anno. Il chirurgo non entra a contatto con il paziente e non opera più direttamente sugli organi ma guarda la ricostruzione in 3d del corpo su un monitor e comanda un Joystick che trasmette il movimento della mano alle braccia robotiche, ispirate a quelle della stazione spaziale orbitante. Da Vinci non ha limiti teorici, può eseguire tutte le operazioni e riproduce movimenti articolati simili a quelli del polso umano. Inoltre, se un chirurgo ha poca dimestichezza con il robot può chiedere aiuto a un collega più esperto da remoto. Il paziente prova meno dolore e subisce un trauma inferiore e i medici non devono più lavorare in posizioni scomode che dopo anni provocano problemi articolati alle spalle e alla schiena.  Ed ora in sala operatoria, accanto al chirurgo e all'infermiere c'è così l'ingegnere informatico in un futuro legato tra sapere medico e sapere informatico.

Nel mondo manifatturiero, alla Premek di Pordenone, azienda specializzata in meccanica di precisione, le macchine parlano agli operai. Tornio e frese infatti sono collegate a un tablet che riferisce indicazioni come (sono accesa), (sto lavorando), (ho finito un pezzo), (fai il controllo qualità di questo particolare). L'addetto visualizza il disegno tecnico, quanti pezzi sono stati prodotti e quanti ne rimangono. Quando la macchina si accorge che l'utensile è giunto a fine vita manda un avviso e a quel punto l'addetto lancia l'ordine di sostituzione, poi va in magazzino, apre il cassetto preparato in base alla segnalazione e prepara lo strumento. Tutto questo fa risparmiare carta e tempo: prima bisognava correre da un ufficio all'altro e pensare a come risolvere i problemi, ora ci si può dedicare a cose più utili e pensare a come migliorare i processi. Le risposte sono più puntuali e precise e il lavoro avanza solo se i dati sono confermati. In generale c'è più partecipazione perché ora il personale può controllare cose che prima venivano considerate riservate.

Bibliografia:
- La cassiera interagisce con la app, il chirurgo opera in 3d. E le macchine parlano agli operai. (di Alessandro Maccio',Corriere delle imprese)
- Ambulanze connesse e droni in 5g, Vodafone investe 90 milioni a Milano (di Andrea Biondi, Il Sole 24 Ore)
- Moda omnichannel: è sfida sui brevetti (di Chiara Beghelli, Il Sole 24 Ore)
- Edoardo Zegna: il digitale deve invadere le aziende (di Giulia crivelli, Il Sole 24 Ore)
- Bmw Serie 3, l'intelligenza artificiale sale a bordo della baby ammiraglia (di Massimo Mambretti, Il Sole 24 Ore)

 

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