La fabbrica esperta, la fabbrica automatica e la fabbrica intelligente

La fabbrica esperta, la fabbrica automatica e la fabbrica intelligente

26 Novembre 2018

Nel nuovo libro di Annalisa Magone e Tatiana Mazali, "Il Lavoro che serve", si possono individuare tre tipi di fabbrica: la fabbrica esperta, la fabbrica automatica e la fabbrica intelligente. Il funzionamento della prima dipende dalle conoscenze delle persone che lavorano; nella seconda, l'identificazione automatica e l'automazione servono ad aumentare l'efficienza nel quadro delle attività conosciute; nella terza le persone sono abilitate a cercare nuove sinergie con i dati elaborati dall'intelligenza artificiale, trovando nuovi segmenti di valore.

Sono le grandi imprese del manifatturiero i maggiori investitori, con una quota del 25%, nell'area della business intelligence e big data analytics in Italia. È quanto rivela l'Osservatorio Big data analytics & business intelligence della School management del Politecnico di Milano presentato mercoledì scorso. Un terzo delle grandi imprese stanno implementando soluzioni di machine learning e deep learning, spesso anche in tempo reale. «Crescono le iniziative di fast data, con analisi in tempo reale integrando diverse fonti e valorizzando in particolare le potenzialità dell'internet delle cose. Trasformare la conoscenza in azioni concrete permette alle imprese di acquisire vantaggi competitivi».

Per Gartner, l'intelligenza artificiale è arrivata al picco dell' "hype" e secondo Idc, il 75% degli applicativi sviluppati per le imprese includeranno AI entro il 2021 e, come si legge nel recente rapporto di Klecha & Co, la spesa in AI salirà a 52 miliardi di dollari, contro i 19,1 miliardi stimati per il 2018. L'intelligenza artificiale non sostituisce, ma trasforma il lavoro. Le aziende devono preparare le persone a tecnologie che cambiano il contesto lavorativo riducendo il tempo dedicato a mansioni ripetitive e liberando tempo per le attività più creative», dicono a Gartner. «Le macchine leggono i dati e offrono opzioni interpretative, ma sono le persone a decidere, con la testa e con il cuore»,

Dall'altro lato, l'e-commerce sta ridisegnando il settore del retail; chi riesce a rinnovarsi e a mettersi in scia si salva, chi non riesce porta i libri in tribunale. Bisogna rinnovare i magazzini investendo per costruire un futuro nell'era digitale. Amazon, ha cambiato le regole del gioco. Ma il settore del retail non è affatto in crisi per chi ha saputo rinnovarsi. Il Global retail market report 2018 parla di un settore che vale 23.420 miliardi di dollari, e che nei prossimi cinque anni avrà un tasso di crescita composto (Cagr) del 5,3%, pari a un incremento dei ricavi nel mondo a 31.881 miliardi nel 2023. La crescita c'è, cambia il modo di fare business e cambiano le aree di sviluppo. La tecnologia ha cambiato le modalità di spesa e ridefinito la customer experience, sia online che offline. Bisogna essere al passo con le aspettative del mercato.

Intanto di blockchain si continua a parlare per le sue prospettive industriali. Ad esempio, un produttore caseario come Nuova Castelli sta valutando di usare la blockchain per il tracciamento della filiera del latte in modo da rendere ancora più certo il marchio Dop dei suoi prodotti. Così come un fornitore di mangimi animali e cereali come il Gruppo Grigi, che da qualche anno ha diversificato nell'alimentare, per lo stesso motivo: condensare in una "catena" sicura e immutabile la complessità della filiera dalla semina alla consegna in negozio del made in Italy alimentare.

Nel 2020 più di un terzo delle competenze attuali saranno obsolete. Ecco che la formazione e la conoscenza diventano un obbligo per l'Italia, secondo paese manifatturiero d'Europa, davanti all'evoluzione di un'industria sempre più digitale.

Bibliografia:
- Il Sole 24 Ore, articoli di Enrico Netti (Banche e Manifattura hi-tech capofila nella Big data analytics)
- Riccardo Barlaam (Commercio Usa, cresce solo chi segue la scia di Amazon)
- Luca De Biase (Intelligenza artificiale, è il momento decisivo)
- Pierangelo Soldavini (Dal cibo alla moda, il made in Italy scopre la catena dei blocchi)
- Luca De Biase (Intelligenza al lavoro: per il valore degli umani).

 

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