Jason Urso, Chief Technology Officer di Honeywell, spiega cos'è un "Impianto Connesso"

Jason Urso, Chief Technology Officer di Honeywell, spiega cos'è un

07 Dicembre 2017

Se per alcuni l'Internet of Things può ancora essere considerato un concetto di difficile esposizione, l'attuazione pratica delle tecnologie che lo abilitano all'interno di un ambiente industriale può ancora sollevare delle domande. Per risolvere parte delle incertezze, in questo articolo estratto dall'International Business Times, il Chief Technology Officer di Honeywell Process Solutions Jason Urso ci spiega cosa si intende per "connected plant", cosa l'ha portato alla nascita e quali vantaggi le aziende possono aspettarsi dalla sua attuazione.

In sintonia con l'attuale era digitale, il mondo industriale e manifatturiero sta sempre più implementando l'automazione e la tecnologia d'avanguardia per migliorare l'efficienza, prevedere i problemi con le attrezzature, prevedere le condizioni metereologiche e formare i lavoratori.
Alla base di tutto ciò c'è l'Industrial Internet of Things (o IIoT), che ha portato alla nascita dell'impianto connesso ("connected plant").

In termini più semplici, un impianto collegato è in prima linea  per quel che riguarda l'automazione, dove parti e attrezzature di un complesso industriale, petrolchimico o manifatturiero, interagiscono tra loro per migliorare i processi produttivi, l'efficienza e la sicurezza.

Collegando gli aspetti fisici e virtuali di un impianto, una moderna struttura collegata ha la capacità di abilitare un processo decisionale rapido come mai prima d'ora. Può riunire le aree di processo, i big data e il capitale umano per produrre valore in modi ritenuti impossibili fino a qualche anno fa, ma ormai considerati onnipresenti.

In passato, il cosiddetto sistema di controllo distribuito (distribuited control system, DCS) fungeva da "cervello" per un impianto convenzionale centralizzando il controllo, il monitoraggio e la rendicontazione degli asset dell'impianto per l'operatore.

In un impianto collegato, non è solo il cervello o DCS ad essere disponibile e accessibile, ma anche ogni nodo "finale del nervo", tutti interattivi, tutti in tempo reale e tutti reattivi come mai prima d'ora.

UN'EPOCA DI BIG DATA E DI SOLUZIONI SU MISURA
Naturalmente, per aziende del calibro di Honeywell Process Solutions (HPS), la divisione dedita alle soluzioni di controllo di automazione di Honeywell, e dei suoi rivali, definizioni così semplicistiche dovrebbero già essere consegnate agli archivi del gergo industriale.

Jason Urso, Chief Technology Officer di HPS, ha detto all'IBTimes UK che i fornitori di soluzioni si sono già spinti ben oltre le descrizioni generiche.
"Per noi si tratta di collegare i big data a pool e conoscenze, in modo da poter fornire un risultato molto specifico per i nostri clienti. Tali risultati possono includere il miglioramento della resa dei prodotti, l'affidabilità e l'efficienza delle persone.

I nostri meccanismi per gli impianti collegati sono soluzioni su misura. Non creiamo una soluzione e andiamo alla ricerca di clienti i cui problemi possono essere simili tra di loro. Offriamo un servizio basato sui risultati, con un esito garantito, per accettare un problema specifico che esiste all'interno dello stabilimento industriale di un cliente".

Urso dice che la quarta rivoluzione industriale o "Industry 4.0" è tra noi e molti dei clienti di HPS - comprese alcune delle più grandi società di raffinazione e petrolchimica - ne stanno sperimentando gli effetti.

"Considerando i clienti esistenti, in particolare quelli della raffinazione a valle e della petrolchimica, tutti hanno esigenze simili. Così, ad esempio, se un cliente utilizza un impianto a capacità e ha bisogno di capacità aggiuntive, applicando alcune delle nostre tecniche avanzate di controllo e ottimizzazione, raccogliendo dati in loco, analizzandoli e guidando uno schema di controllo molto specifico in un particolare impianto, i clienti spesso vedono un rendimento extra del 3-4%".

Questo fa risparmiare milioni di dollari, che l'azienda avrebbe altrimenti dovuto investire per aggiungere capacità extra - tutto questo grazie alla potenza dei dati, del software e degli strumenti analitici senza dover passare attraverso un progetto di spesa in conto capitale piuttosto consistente.

"In parole povere, i clienti avranno un risultato migliore con lo stesso investimento monetario, in un'epoca in cui le dinamiche del mercato cambiano".

Un altro problema potrebbe essere la manutenzione e l'affidabilità dell'impianto. I nodi di un impianto collegato identificano digitalmente i problemi imminenti e aiutano a mantenere il processo di produzione in corso riducendo e quindi evitando i fermi di linea non programmati, e identificano problemi specifici come eventuali tamponamenti o incrostazioni.

IIoT CONVENIENTE
Non solo gli operatori degli impianti collegati possono raggiungere più rapidamente il cuore del problema, ma possono anche essere più predittivi e prevenirne l'interruzione del processo.

Urso aggiunge: "E siamo chiari, le soluzioni digitali IIoT non sono solo per i clienti di fascia alta. Gli strumenti sono onnipresenti, competitivi e adattati a diversi prezzi per la comunità industriale. In HPS, applicando la nostra competenza su base centralizzata, siamo in grado di portare una tecnologia che in passato era forse fuori portata per alcuni, ma ora non più".

Ci sono poi strumenti come la realtà virtuale (VR) per formare i lavoratori degli impianti.

"Anziché il vecchio metodo di formazione sul lavoro tramite affiancamento in un impianto convenzionale, oggi la realtà virtuale viene impiegata per fornire un mock-up immersivo dell'ambiente, in un mondo in cui la tecnologia si sta evolvendo rapidamente e i metodi di formazione devono tenere il passo".

Urso ammette che con ogni nuova innovazione ci sono quelli che tendono ad essere i primi ad adottarla, mentre altri che prendono un approccio più "attendo e vedo". Gli artefici e i sostenitori degli impianti collegati non sono diversi.

"Per HPS, gli impianti collegati formano il presente, non un futuro lontano. Il modo in cui cerchiamo di evolvere il dialogo non è semplicemente parlando della tecnologia alla base della storia, ma orientandoci maggiormente verso il risultato.
E quando si può vendere un risultato ad un cliente e gli si dice che arriveremo a garantire quel  risultato (per esempio, maggiore produttività o maggiore longevità tra un ciclo di turnaround) allora diventa un po' più facile vendere anche agli scettici.

Cambia la natura della discussione verso il vantaggio, il risultato che è auspicabile per un cliente, e poi possiamo parlare di alcuni degli elementi tecnologici sottostanti che la rendono possibile
".

MANTENERE L'IMPIANTO SICURO E PROTETTO
Naturalmente, con la connettività nel cuore di un impianto collegato, la sicurezza informatica deve proteggere tutti.

"Purtroppo, il rischio cibernetico non scomparirà mai. Questa è la natura dell'informatica, c'è sempre il rischio cibernetico. Ciò che possiamo fare è ridurre drasticamente tale esposizione. Credo che le tecnologie siano oggi disponibili per assicurarci di essere costantemente all'avanguardia rispetto alle minacce alla sicurezza informatica che si evolvono ogni giorno", dice Urso.

"Ma la messa in opera di strati di protezione in un impianto collegato è solo un aspetto della questione. Dobbiamo fare in modo che le politiche e le procedure di sicurezza siano messe in atto e che le persone siano formate ad osservare i protocolli di cibersicurezza.
Siamo tutti interessati nel fornire alle persone strumenti - dove esistono rischi e vulnerabilità all'interno dell'organizzazione - ma anche a sensibilizzare maggiormente le persone ai rischi stessi. A volte gli attacchi iniziano con il più semplice degli slip-up, ad esempio utilizzando una chiavetta USB infetta. Quindi la formazione è cruciale
".

In definitiva, la premessa tecnologica abbinata a risultati migliori porterebbe ad una sicura vittoria, afferma Urso, aggiungendo che gli impianti collegati fanno parte dell'inesorabile direzione di marcia del complesso industriale. "Le rivoluzioni industriali riguardano il progresso, e per loro stessa natura gli impianti collegati rappresentano un salto progressivo in ogni aspetto possibile: risultato, sicurezza, efficienza e affidabilità".

Articolo tradotto da:
International Business Times

Topic:
Honeywell, Industrial Internet of Things

 

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