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Briciole di pane
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Le previsioni del secondo semestre secondo Confindustria
26 Luglio 2010
La ripresa globale è destinata a frenare: dopo la potente accelerazione, superiore alle attese nella prima metà 2010, i prossimi mesi si delineano di assestamento su ritmi comunque elevati, senza rischi di ricadute recessive.
Il rallentamento è evidente in USA e Cina. Nei primi è l'effetto temuto della fine di incentivi(immobiliare) e della fragilità dei conti delle famiglie, ma la redditività delle imprese è alta e sosterrà gli investimenti.
Nella seconda è la conseguenza voluta delle misure restrittive anti surriscaldamento. Nell'area euro la decelerazione è solo negli indici anticipatori; i dati congiunturali mostrano ancora rapidità di recupero dell'attività (+3,8% gli ordini in maggio; 56,7 il PMI composito in luglio, da 56,0), soprattutto in Germania.
In Italia si accentua la velocità di incremento di produzione, fatturato, ordini ed export, specie dai mercati extra-UE: il grande traino viene da lì. La debolezza dei consumi accomuna le economie europee e americana ed è legata all'andamento fiacco dell'occupazione che incide su fiducia e potere d'acquisto delle famiglie; ma sono indicatori ritardati. La divaricazione tra costo del lavoro e produttività, aperta dalla crisi, non è stata ancora ricomposta nell'Eurozona; in Italia è più ampia della media e ciò comprime i margini e spinge a ristrutturare.
L'inflazione resterà bassa; il pericolo maggiore è semmai la deflazione; le dinamiche dei prezzi core denunciano perdita di competitività italiana. Le quotazioni delle materie prime, sotto i picchi di aprile, riflettono il minor dinamismo globale. Gli esiti delle aste dei titoli pubblici confermano che le paure di insolvenza sui debiti sovrani sono stati arginate. Tassi a breve più tesi e cambio dell'euro più forte tolgono slancio alla ripresa.

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