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Nuove tecnologie, chip e RFID sulle piste di Vancouver 2010
12 Febbraio 2010
Si aprono oggi i giochi invernali di Vancouver 2010 dove i centesimi di secondo che dividono il podio dal resto del mondo si giocano a colpi di tecnologie rubate alla Formula Uno e allo spazio. La novità più evidente sono le nuove tute delle squadre americana e canadese, le "Slyppery race suits" sviluppate dall'americana Spyder perché l'aria scivoli via con il minimo di turbolenze così da assicurare nuovi ed esaltanti record.
Direttamente dagli ammortizzatori delle auto di Formula Uno e dei satelliti, arriva invece la tecnologia Kers ( Kynetic Energy Recovery System ) applicata agli sci dell'austriaca Head utilizzati dall'americano Bode Miller e dallo svizzero Didier Cuche. La tecnologia, il cui spot con Miller che si dichiara "Speedaholic" fa già furore in rete, utilizza dei materiali piezoelettrici in grado di trasformare l'energia meccanica delle vibrazioni dello sci in corrente elettrica. I watt così prodotti, vengono stoccati in un chip integrato nello sci. La corrente è rilasciata quando l'attrezzo raggiunge la deformazione massima, aiutando attivamente l'atleta a mantenere la traiettoria.
L'RFID è invece alla base di un nuovo sistema di monitoraggio degli atleti in tempo reale. Di fatto consiste in un network di sensori collocati sulla pista e indossati dall'atleta stesso, che permettono di monitorare la sua velocità, l'ossigenazione e lo sforzo dei suoi muscoli, ma anche onde cerebrali, oltre a parametri vitali di base come la frequenza cardiaca. Il tutto, interfacciato con le rilevazioni di velocità e degli attriti delle lamine di sci e pattini su neve e ghiaccio, permette ai tecnici di capire in ogni momento cosa sta succedendo in pista e perché l'atleta rallenta o accelera.
Nota | Parte dei contenuti sono stati tratti da un articolo di Guido Romeo su Il Sole 24 Ore

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